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Spotorno, polemica sul Puc. Riccobene “punge” Fiorini: “Sol lui voleva firmare” video

Spotorno. “Apprezzo la decisione del commissario prefettizio, Dott. Santonastaso, che ha dichiarato di non firmare la variante urbanistica della Maremma, che portava con sé la previsione di insediamento edilizio di 15.000 metri cubi di edificato”. Lo afferma l’ex vice sindaco e candidato alle prossime elezioni comunali Francesco Riccobene, che torna sulla variante al Puc comunale dopo le parole del commissario prefettizio.

“Ero intervenuto per chiedere al commissario stesso di poter discutere della questione, prima della convocazione della commissione edilizia, che avrebbe dovuto esaminare il progetto, ma senza successo, e avevo altresì chiesto che il progetto fosse lasciato all’esame del prossimo Consiglio comunale, che si insedierà fra poche settimane. D’altra parte ritengo che, senza nulla togliere alle prerogative commissariali, solo i rappresentanti dei cittadini di Spotorno, maggioranza e minoranze, possano e debbano esprimersi sulla strategia pianificatrice del proprio territorio.

“Nella lettera che inviai al Dott. Santonastaso sottolineai anche, che questioni di tale rilevanza avrebbero dovuto avere almeno un parere unanime, sia pure informale, dei quattro candidati sindaco. Da qui l’incontro che, però, si è svolto dopo l’esame da parte della commissione edilizia. Solo il candidato di Progetto Spotorno, Mattia Fiorini, ha sostenuto che il commissario avrebbe dovuto firmare la variante; d’altra parte fu lui che sostenne da assessore che l’amministrazione comunale sarebbe dovuta intervenire con un contributo finanziario rilevante per il completamento delle opere pubbliche convenzionate all’intervento, che in realtà erano e restano di competenza, anche nei costi, del soggetto attuatore” dice ancora Riccobene.

“Così come, pochi giorni prima delle dimissioni da consiglieri, l’attuale candidato di Progetto Spotorno, questa volta nelle vesti di capogruppo di minoranza, si scontrò verbalmente con l’ex sindaco Calvi, per ottenere l’approvazione del progetto da parte del consiglio comunale. La successiva caduta del Consiglio e dell’amministrazione del dicembre scorso, portarono con sé anche queste motivazioni”.

“Il progetto non poteva essere approvato per la semplice ragione che era sottoposto ad un’attenta valutazione da parte della giunta. Tale valutazione non poteva prescindere dalle opere pubbliche convenzionate, da realizzarsi per il paese: passeggiata del Merello, nuova viabilità, collegamenti mare/monte, parcheggi, illuminazione, canalizzazione delle acque bianche con particolare attenzione al versante della collina”.

“La scelta del Commissario di non avviare la variante riporta equilibrio e farà sì che il prossimo Consiglio Comunale, nella propria autonomia e con i propri organismi interni (commissione urbanistica), possa decidere politicamente sullo sviluppo di una zona delicata sotto l’aspetto ambientale, come quella della Maremma” conclude Riccobene.

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