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Savona 2016, Ravera (Rete a Sinistra) rinuncia ai manifesti: “Meglio donare i soldi in beneficenza”

Il programma è "nato dal confronto pubblico e dal lavoro collettivo di tutti i componenti della lista coordinato dal candidato sindaco"

Savona. Un programma nato dal confronto pubblico e dal lavoro collettivo di tutti i componenti della lista coordinato dal candidato sindaco. E’ quello elaborato da “Rete a Sinistra – Savona che vorrei”, la lista che supporta la candidatura a primo cittadino Marco Ravera.

“Contributi importanti sono venuti dai cittadini incontrati e dalle diverse sensibilità presenti nella lista per una Savona diversa – sipega Ravera – Infatti l’elemento principale è quello di aver previsto per la Savona di domani un’identità che oggi manca. Una città che offra opportunità di lavoro, anche tramite la nascita di un ufficio dedicato alla progettazione per l’acquisizione di finanziamenti europei mirati non solo al raggiungimento di obiettivi istituzionali, ma anche alla nascita di start-up, di occasioni di lavoro per i giovani ed i meno giovani e per una maggiore integrazione tra l’ente e i bisogni dei cittadini”.

L’obiettivo è avere “una città accogliente, che faccia del turismo e della cultura un’occasione di incontro, di crescita, ma anche di lavoro e di sviluppo della città. Una città che recupera e utilizza il tessuto urbano esistente invece di continuare a utilizzare suolo con nuove costruzioni. Una città con una direzione autorevole, autonoma, laica e che faccia della partecipazione dei cittadini una vera risorsa per politiche nuove e condivise”.

“Una città che abbia un’amministrazione trasparente ed efficiente, anche attraverso un miglioramento ed una razionalizzazione della macchina comunale che dia motivazione a chi ci lavora e servizi di qualità ai cittadini. Una città che permetta al porto di sviluppare le sue potenzialità, sia commerciali sia turistiche, ma che non si dimentichi delle periferie e del rapporto con l’entroterra boschivo e che faccia delle tante peculiarità presenti sul territorio comunale una ricchezza per una città davvero bella. Insomma: pensiamo ad una città bella, in cui stiamo bene tutti i cittadini giovani e meno giovani. Una città in cui sia bello vivere e lavorare”.

La campagna elettorale di Ravera sarà diversa rispetto a quella dei suoi diretti avversari alle urne: “In queste settimane, già dai tempi delle primarie del Pd, la nostra città è stata letteralmente tappezzata di volti più o meno noti che si contendono l’elezione in consiglio comunale e l’elezione a sindaco di Savona. Il sottoscritto e la ‘mia’ lista abbiamo fatto una scelta diversa impostata sulla sobrietà della politica, ancor più importante in tempo di crisi economica. Abbiamo, infatti, deciso che i soldi che avremmo potuto spendere per manifesti e affissioni verranno utilizzati per fare della beneficenza”.

Insomma, spese azzerate e denaro dirottato altrove: “Non solo crediamo doveroso ridurre i costi della politica, ma anche i costi della campagna elettorale. A tal proposito abbiamo messo a bilancio per la nostra campagna 4 mila euro così suddivisi: mille e 200 da Rifondazione Comuinsta, 800 euro Sel, 500 euro il PCdI, 500 euro da Possibile, 1000 euro di autofinanziamento. A breve sarà mia premura comunicare il dettaglio delle spese. Ma quanto costerà e da chi sarà finanziata, invece, la campagna elettorale degli altri candidati sindaco?”

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