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Salvaguardare il Santuario dei Cetacei, pronta la decima campagna del Cima

Vado Ligure. Gli ultimi dettagli sono ormai stati completati. Per il decimo anno consecutivo è pronta a salpare la campagna di monitoraggio dei cetacei che vivono nel Santuario Pelagos ed è condotta dalla Fondazione Cima che ha sede a Savona.

Nell’area marina protetta di 87.500 km2, compresa nel territorio francese (Costa Azzurra e Corsica), monegasco e italiano (Liguria, Toscana e Nord della Sardegna) saranno effettuate dettagliate ricerche scientifiche per cercare di tutelare i mammiferi che vi abitano. I monitoraggi dei cetacei effettuati dagli esperti del Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale, Università di Pisa, Accademia del Leviatano e EcoOcéan Institut partiranno a maggio sempre a bordo dei traghetti della Corsica Sardinia Ferries. I Marine Mammal Observers, ovvero studenti e ricercatori adeguatamente formati per l’avvistamento e il riconoscimento dei cetacei, s’imbarcheranno più volte a settimana sui traghetti che navigano lungo le tratte Savona-Bastia, Savona-Calvi, Livorno-Bastia, Livorno-Golfo Aranci, Nizza-Calvi, Nizza-Ile Rousse e Tolone-Ajaccio.

“I dati raccolti in questi anni – spiegano al Cima – ci aiutano ad avere un quadro più chiaro dei processi che regolano la presenza dei cetacei nelle nostre acque. È appena stato pubblicato un nostro studio (Fin whale seasonal trends in the Pelagos Sanctuary, Mediterranean Sea – Journal of Wildlife Management) in cui è stata analizzata la presenza della balenottera comune all’interno del Santuario Pelagos. Il campionamento regolare, ottenuto grazie all’utilizzo dei traghetti come piattaforma di ricerca, ci ha permesso di evidenziare come la specie risponda velocemente a cambiamenti dell’ecosistema: abbiamo avuto anni molto ricchi, come il 2012, 2013 e il 2015 alternati ad anni più ‘poveri’, come il 2011 e il 2014. Questa alternanza è dovuta ad una complessa variabilità ambientale: l’ecosistema marino è il risultato di svariati equilibri, molti dei quali dobbiamo ancora imparare a comprendere”.

Va anche ricordato che il 2015 è stato un anno ricco di avvistamenti: lungo le tratte Savona-Bastia e Nizza-Calvi sono stati registrati 562 avvistamenti, quasi il doppio rispetto al 2014. La specie più avvistata è stata la stenella striata, con 314 avvistamenti, seguita dalla balenottera comune, i cui 193 avvistamenti confermano la presenza importante di questa specie in questa area. Non sono inoltre mancati gli avvistamenti di capodogli (17) e di zifi (23). L’estate scorsa, inoltre, sono stati avvistati anche due gruppi di globicefali e due gruppi di grampi, due specie i cui avvistamenti sono sempre più rari. Sono stati numerosi anche gli avvistamenti di tartarughe marine: circa una ventina di Caretta caretta sono state registrate durante il campionamento. La parte orientale del Santuario, lungo la tratta fra Livorno e Bastia, monitorata dall’Università di Pisa, si conferma essere il regno del tursiope e della stenella striata.
Un solo esemplare di balenottera è stato osservato a novembre mentre nuotava calmo in superficie, indifferente al passaggio della nave, mentre a maggio è stato avvistato l’unico esemplare di capodoglio di questa annualità. Più variegata la situazione nella seconda tratta monitorata dall’Università di Pisa fra Livorno e Golfo Aranci: durante l’estate sono stati avvistati 45 branchi di stenella striata, 12 di tursiope e otto balenottere; più rari ma presenti anche gli avvistamenti di zifio (3), capodoglio (1) e del raro delfino comune (1). La tratta francese tra Tolone e Ajaccio, nella parte più occidentale del Santuario, monitorata da EcoOcéan Institut, ha fornito interessanti informazioni.
Durante il monitoraggio del 2015, condotto da aprile a dicembre, i cetacei sono stati osservati 132 volte, per un totale di 638 individui. Balenottera comune e stenella striata sono state anche qui le specie più frequenti (rispettivamente 61 e 59 incontri), ma generalmente quest’ultima specie viene osservata in gruppi di decine di animali (508 individui totali) mentre le balenottere appaiono in genere da sole (89 individui durante l’anno).
Balenottera comune, stenella striata e anche il capodoglio, sono stati avvistati in tutti i mesi monitorati, confermando l’importanza di questa area del Mediterraneo ed il suo utilizzo da parte di queste tre specie non solo in estate, ma anche in autunno e inverno. Inoltre, lungo tutte le tratte monitorate vengono raccolti i dati sul traffico marittimo, uccelli marini, tartarughe e altra mega fauna.

 

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