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Riorganizzazione Regione, M5S: “Uffici nel caos, Berrino nega la realtà”. Pd: “Così si blocca l’ente”

Liguria. “La riorganizzazione amministrativa voluta da Toti ha gettato per mesi la Regione nel caos. Negarlo, come ha fatto questa mattina l’assessore al Personale Berrino, significa negare la realtà”. Duro il commento di Alice Salvatore, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria, che oggi ha presentato un’interpellanza in Consiglio regionale per chiedere chiarimenti sulle politiche di gestione del personale attuata dalla Giunta Toti.

In particolare, la portavoce pentastellata ha interpellato Toti sulle nomine del Direttore dell’Organizzazione e dei Vice Direttori dei settori Ambiente, Pianificazione Territoriale e Urbanistica. “A distanza di dieci mesi dall’insediamento – attacca Salvatore – ancora non sappiamo il perché di questa sciagurata riorganizzazione. Quali le vere motivazioni? Forse creare i presupposti per inserire nell’organigramma regionale figure provenienti da fuori? Berrino non ha sciolto alcun dubbio né fornito alcuna spiegazione, limitandosi a negare ogni responsabilità della Giunta”.

“Ma non ci fermiamo qui – annuncia Salvatore – La nostra battaglia ora si sposta in Commissione, dove chiediamo di audire, oltre ai direttori dell’Organizzazione e del Personale, anche il Segretario Generale Signorini, per avere finalmente una risposta chiara a quesiti finora inevasi e fare una volta per tutte chiarezza su una delle grandi zone d’ombre dell’amministrazione Toti”.

Un’analoga interrogazione è stata presentata dai consiglieri del Pd in Regione Liguria Pippo Rossetti, Raffaella Paita, Giovanni Lunardon, Luca Garibaldi, Valter Ferrando, Giovanni Barbagallo, Juri Michelucci e Luigi De Vincenzi. Quello che descrivono è un caos generalizzato, fatto di posizioni dirigenziali non ancora definite, risultati del bando per vicedirettori in ritardo, mancata osservanza degli accordi sindacali e persino ferie e permessi bloccati per i dipendenti. Il tutto a causa della riorganizzazione delle strutture dell’Ente avviata dalla Giunta Toti nei mesi scorsi, ma mai porta a compimento. “In attesa di una definizione della situazione – spiega Rossetti – non solo le strutture prive di dirigente, ma anche le altre risultano paralizzate nelle funzioni ordinarie più elementari come la gestione del personale. L’unico che risulta abilitato alla firma di decreti, deliberazioni o posta in uscita è il Segretario generale (peraltro spesso assente) che si riserva di avviare le varie pratiche solo se sono accompagnate da una nota protocollata, con un ulteriore aggravio burocratico”.

Insomma una situazione insostenibile, affermano dal Pd. E così i consiglieri hanno chiesto alla Giunta quali tempistiche e atti “intenda assumere per superare questa fase di stallo e ridare alla macchina regionale un minimo di funzionalità. C’è una proliferazione – precisano gli esponenti del Partito Democratico – di figure apicali, come l’improvviso incremento di vicedirigenti, che costa molto all’Ente. E poi vorremmo sapere anche quale ruolo abbia il Segretario generale, che, prima volta nella storia della Regione, è l’unico titolato alla firma”.

Per la giunta ha risposto l’assessore al personale Gianni Berrino il quale, dopo avere sottolineato che nei casi in cui non è stato ancora individuato il dirigente sono state adottate le previste sostituzioni ad interim, ha ricordato i quattro avvisi pubblicati fra il gennaio e il febbraio scorso per la direzione centrale di organizzazione, per i due vicedirettori del dipartimento Ambiente e Urbanistica e l’incarico di direttore per la struttura complessa e ha rilevato che il vicedirettore del dipartimento Urbanistica è stato nominato il primo febbraio scorso e il direttore del dipartimento del territorio il primo marzo successivo. L’assessore ha rilevato che “l’istituzione di nuove posizioni di vice dirigenza e di posizioni organizzative rientra nelle determinazioni relative all’organizzazione degli uffici e questa materia è sottratta, per legge, alla contrattazione integrativa”.

Berrino ha quindi spiegato che le istituzioni di nuove posizioni sono legate alla riorganizzazione dell’ente e che sono in corso le procedure di assegnazione. “Non c’è stata – ha aggiunto – alcuna paralisi dell’ente” e, a questo proposito, ha relazionato sulla quantità di decreti e deliberazioni assunti dalla giunta dal primo gennaio scorso ad oggi, numero che sono “in media con l’abituale produzione di atti per analoghi periodi dell’anno”. Berrino ha rilevato, inoltre, che “il numero delle figure apicali di direzione generale della giunta, anche in seguito alla riorganizzazione, risulta inferiore per numero e retribuzione alle medie nazionali. Non è vero, inoltre – ha chiarito – che solo il segretario generale sia l’unico abilitato alla firma degli atti regionali. Dal primo marzo, con la nomina del direttore del dipartimento territorio – ha spiegato – è rimasto l’interim del segretario generale solo sulla nuova direzione centrale organizzazione che sarà nominata comunque a breve”. L’assessore ha quindi ribadito la correttezza degli atti compiuti e che la giunta ha attuato le disposizioni della legge regionale 41 del 2014 sugli assetti organizzativi della dirigenza “lasciata inattuata dalla precedente amministrazione”.

Una risposta, secondo Rossetti, insoddisfacente: “Ci aspettavamo che l’assessore facesse chiarezza sulla riorganizzazione. Invece si è limitato di leggere l’elenco degli atti amministrativi adottati finora”. A questo punto, concludono i consiglieri del Pd “chiederemo un’audizione in Commissione ai massimi vertici della burocrazia regionale, e cioè al Segretario generale Signorini e al Direttore del personale”.

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