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Pubbliche assistenze bocciate, appello della Cri Ligure: “Non creiamo allarmismi inutili”

Liguria. “In merito alla Delibera Regionale nr. 221 del 18 marzo 2016, cui sono scaturiti numerosi articoli di stampa che rischiano di creare inutili allarmismi presso la popolazione, questo Comitato Regionale, in nome e per conto di tutti i Comitati CRI della Regione Liguria, desidera precisare alcune cose”. Inizia così la precisazione del presidente regionale della Croce Rossa della Liguria Massimo Nisi a proposito delle “pubbliche assistenze promosse e bocciate”.

“Quanto Deliberato dalla Regione Liguria discende dalla Legge Regionale nr. 1385, condivisa con CRI,ANPAS e CIPAS, ovvero le tre Associazioni firmatarie dell’accordo quadro regionale in materia di trasporto infermi, il cui scopo era quello di “livellare”, ma verso l’alto, il panorama delle Associazioni che effettuano detti servizi, in un’ ottica di trasparenza e garanzie per il cittadino” spiega Nisi.

“All’interno di questo percorso sono state effettuate delle verifiche da parte delle ASL della Regione, al seguito di cui, come prevede la Legge regionale stessa, le varie sedi avrebbero dovuto ricevere un verbale di accertamento contenente eventuali adeguamenti da apportare. In ragione di quanto sopra la Regione ha provveduto a fare una prima delibera con l’elenco delle prime sedi accreditate. Appare evidente, come riferito da numerose sedi CRI, che in questo percorso qualcosa a livello burocratico non abbia funzionato, poiché sono numerose le Associazioni che nel frattempo hanno adempiuto a quanto richiesto, pur non essendo comprese nell’elenco deliberato dalla Regione” prosegue il presidente della Croce Rossa.

“Si ritiene altresì di precisare come non siano stati oggetto di rilievi né la sicurezza e la rispondenza dei mezzi, né la preparazione del personale in nessuna sede CRI, per cui tutti i cittadini possono stare tranquilli circa la qualità e la sicurezza dei servizi erogati da Croce Rossa Italiana. Le inadempienze contestate sono nella stragrande maggioranza dei casi legate ad adempimenti burocratici (procedure standardizzate , legge sulla privacy ecc), cui peraltro, come detto si è già provveduto a fornire ulteriore documentazione alle varie ASL, o si sta provvedendo. Analogamente stiamo interloquendo con le varie ASL atteso che numerose sedi CRI non hanno ancora ad oggi ricevuto il previsto verbale di verifica, pur essendo state escluse in prima battuta dall’elenco, ma impedite ad apportare modifiche in assenza di indicazioni in merito” aggiunge Nisi.

“Croce Rossa Italiana desidera tranquillizzare in primis i cittadini circa quanto apparso su numerosi organi di informazione, ed auspica che di quanto sopra vi possa essere spazio di discussione e confronto presso i competenti organi della Regione” conclude il presidente regionale Cri.

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