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Pietra, un ordine del giorno in difesa del Santa Corona: “Garantire funzionamento e riqualificazione”

Le richieste hanno come destinatari il presidente della Regione Giovanni Toti e l'assessore regionale alla sanità Sonia Viale

Pietra Ligure. Il completamento dei reparti necessari al funzionamento del Dea di 2^ livello; il prosieguo del progetto di riqualificazione dell’ospedale; la creazione dell’azienda sanitaria unica del ponente; la sostituzione del personale in pensione e l’acquisto dei macchinari richiesti dai primari.

Sono queste le richieste nell’ordine del giorno “a difesa, sostegno e sviluppo dell’ospedale Santa Corona” che il consiglio comunale di Pietra discuterà in occasione della riunione convocata per mercoledì prossimo.

Le richieste hanno come destinatari il presidente della Regione Giovanni Toti e l’assessore regionale alla sanità Sonia Viale. E non a caso: come ricorda il documento, “l’amministrazione regionale ha comunicato a inizio anno la propria intenzione di approvare entro giugno un nuovo testo unico di riforma sociosanitaria, dopo aver ascoltato le realtà locali in un percorso di partecipazione attiva. Il 18 febbraio l’assessore Viale aveva visitato i nosocomi della provincia di Savona, incontrando alcuni dirigenti medici ed operatori ed escludendo di incontrare i sindaci, suscitando motivate riserve da parte del sindaco di Pietra Ligure, Dario Valeriani. In una lettera inviata al presidente della Regione e all’assessore, Valeriani ricordava che gli argomenti relativi alla pianificazione sanitaria regionale dovrebbero essere affrontati conoscendo bene le risorse e i bisogni del territorio, implicitamente riferendosi al ruolo di un sindaco come fondamentale interlocutore per la Regione”.

La rottura era arrivata proprio nel corso delle successive visite di Viale agli ospedali savonesi: in quell’occasione aveva ribadito che “su Santa Corona non esistono progettualità fatti salvi ‘disegni sulla carta’. Le dichiarazioni dell’assessore Viale destano forte preoccupazione, ed inoltre non tengono conto del lungo processo avviato dalla Regione, l’Asl2 e il Comune di Pietra Ligure volto ad una seria e necessaria conferma del ruolo centrale dell’ospedale Santa Corona nell’offerta sanitaria ligure”.

Sonia Viale in visita al Santa Corona di Pietra Ligure

“Tale processo ha già condotto la Regione ad inserire gli investimenti per Santa Corona nel ‘Programma strategico di modernizzazione del parco ospedaliero regionale’ (2012), alla costituzione di un ‘gruppo di lavoro’ di supporto all’allora Società Infrastrutture Liguria per la realizzazione delle nuove infrastrutture ospedaliere della Regione (2013), alla delibera di giunta regionale numero 1808 del 2014 che approvava due diverse ipotesi di ristrutturazione-riorganizzazione del Santa Corona previa dismissione di alcune aree, e alla firma di un protocollo d’intesa fra Regione, Asl e Comune (2015), che da un lato prevedeva che ogni introito derivante dalle alienazioni di una parte ben definita delle attuali aree venisse integralmente investito nella riqualificazione dell’ospedale e dall’altro garantiva il mantenimento del Dea di 2^ livello per il nosocomio di Pietra Ligure, senza la perdita di alcuna funzione e specialità, né di posti letto, né di posti di lavoro”.

Secondo l’amministrazione comunale pietrese (e non solo), il Santa Corona va tutelato alla luce dei “riconoscimenti unanimi sempre espressi nei confronti dell’ospedale, importante sede di Dea di 2^ Livello, tutt’oggi ritenuto quale uno dei migliori ospedali d’Italia, per le professionalità, per l’organizzazione e per i risultati. Per tali motivi è un punto di riferimento non solo per la riviera ligure ma per tutto il nord Italia”. “L’eccellenza del Santa Corona discende dalle professionalità che lavorano al suo interno acquisite da decenni di operatività nei vari reparti e settori. Disperderla in qualsiasi maniera porterebbe a inevitabili perdite di identità e quindi di motivazione, di efficacia e di competenza”.

santa corona marcia

Inoltre, la “centralità territoriale di Pietra supera la difficile conformazione della Liguria sotto il profilo morfologico e viario. La scelta di una sede di Dipartimento di Emergenza e Accettazione di 2^ Livello a Pietra Ligure, in prossimità di un’uscita autostradale, a copertura di una vasta area relativa alla riviera di ponente e al basso Piemonte, dà risposte immediate alle emergenze e alla chirurgia di elezione. La centralità territoriale del Santa Corona è confermata altresì dalla presenza di quote significative di popolazione anziana residente, ma soprattutto da elevatissimi flussi turistici italiani e stranieri che moltiplicano nei periodi feriali di cinque volte le presenze e i potenziali fruitori di servizi sanitari di emergenza. Insieme a Genova, nessun altro territorio ligure è sottoposto ad una tale presenza simultanea di residenti e turisti”.

Nonostante questo, però, il Santa Corona “è coinvolto da anni nella ristrutturazione dei costi regionali per la sanità ben oltre gli accettabili interventi di spending review. Più di altri ha subito pesanti tagli lineari, anche organizzativi. Alcune funzioni sono state trasferite in altri ospedali. Il fulcro dell’emergenza, ossia il pronto soccorso, è alla prese con carenze di personale compensate dalla sfiancante dedizione dei lavoratori, in un territorio divenuto enorme dove non insistono altri centri di pronto soccorso per motivazioni dettate dal risparmio di costi”.

“Si hanno altresì notizie di pressanti richieste dei primari di investimenti su macchinari necessari che non sono ancora state accolte, e valide professionalità (primari), già andate in quiescenza, non sono ancora state sostituite attraverso i dovuti concorsi; altri primari si apprestano a terminare l’attività lavorativa senza certezza che il proprio reparto possa proseguire con la dovuta importanza e considerazione, avendo lo stesso timore di non venire sostituiti. L’intero personale inoltre ha sempre garantito servizi assistenziali elevati nonostante la mancanza di turn-over degli ultimi anni”.

cardiologia santa corona

Per il Comune, “la strategia individuata dall’amministrazione di Pietra Ligure, dalla Regione e dall’Asl, evidenziata nel protocollo di intesa, è l’unica che possa permettere i dovuti investimenti nella ristrutturazione e riqualificazione dell’ospedale, nonché il conseguente ripristino di ogni funzione inerente il Dea. Il Comune di Pietra Ligure ha sempre manifestato disponibilità a compiere un sacrificio in termini urbanistici purché si tornasse ad investire sull’ospedale, operazione peraltro finanziabile quasi integralmente dall’alienazione delle strutture dismesse a ponente del viale centrale”.

Quindi “nell’ottica di continuare a garantire per il futuro il mantenimento di servizi sanitari vitali per i cittadini e turisti dell’intero comprensorio, occorre proseguire nell’integrazione dei servizi degli ospedali Santa Corona e Santa Maria attraverso la costituzione di un’apposita azienda ospedaliera unica del Ponente, al pari dell’unico altro Dea di 2^ Livello rappresentato dal San Martino di Genova”.

asl 2 albenga ospedale

Per questi motivi, l’amministrazione di Pietra chiede a Toti e Viale che “l’annunciato testo unico di riforma sociosanitaria non prescinda dal potenziamento del Dea di 2^ Livello per l’ospedale Santa Corona, con il necessario completamento dei reparti previsti obbligatoriamente per il corretto funzionamento di un Dea di 2^ Livello/Trauma Center. Si prosegua celermente con il progetto di riqualificazione come già specificato dal protocollo d’intesa firmato da Regione Liguria, ASL 2 e Comune di Pietra Ligure, che permette il quasi integrale autofinanziamento in un momento assai complesso per le risorse pubbliche”.

E ancora, che “venga inserita nel testo unico l’azienda sanitaria unica del ponente riguardante l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure in connessione con l’ospedale Santa Maria di Albenga” e che “vengano indetti i concorsi per la sostituzione dei primari già in quiescenza, non ancora sostituiti, e venga data garanzia per gli imminenti prossimi pensionamenti”.

Oltre a questo, che “vengano acquistati gli importanti macchinari richiesti da alcuni primari, così come vengano potenziati i reparti individuati in carenza di organico dai primari stessi”.

“Il soddisfacimento di tali richieste rappresenta l’unica garanzia per la cittadinanza che l’amministrazione regionale si sta impegnando a mantenere operativi ed in piena efficienza i reparti attuali del Santa Corona”, conclude il documento dell’amministrazione pietrese.

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