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Piaggio, M5S: “Nessun lavoratore sia lasciato indietro”

"La Regione dovrà fare pressioni su di esso attraverso una sinergia di intenti dei ministeri del lavoro, dello sviluppo economico e della difesa"

Regione. “Tutelare tutti i lavoratori, da Genova a Villanova d’Albenga, per garantire occupazione e continuità di reddito a tutti i 1307 dipendenti di Piaggio Aero con un progetto e un piano industriale degno di questo nome”.

A dirlo sono Andrea Melis e Marco De Ferrari, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione. I due pentastellati hanno ribadito questo concetto in occasione della commissione regionale di ieri a cui hanno partecipato anche i rappresentanti dei lavoratori. “E lo ribadiremo martedì prossimo, in consiglio regionale, con un ordine del giorno firmato da tutte le forze politiche”, annunciano.

“A differenza di quanto avvenuto in passato, ora la Regione, grazie anche al MoVimento 5 Stelle, sta facendo la sua parte. Ora tocca al governo impegnarsi perché la situazione si sblocchi e a Piaggio mettere in pratica tutte le promesse fatte e mai mantenute fino all’accordo del giugno 2014 che la stessa azienda ha controfirmato assieme alla Regione con il ruolo di garante. Restano ancora troppi nodi da chiarire. Primo tra tutti, la separazione del business tra ‘veicoli’ e ‘motori’: l’azienda chiarisca e scopra le carte, partendo dal bilancio 2015 che a breve dovrà essere approvato”.

“I primi ammortizzatori sociali scadono nel luglio del 2016. La Regione si impegni a fissare quanto prima un incontro a Roma con il Governo per garantire altri due anni di ammortizzatori sociali, come prevede l’accordo. Tornare a valorizzare il settore civile diventa ora prioritario. Ma l’intera partita non può prescindere dal coinvolgimento del Governo centrale, e la Regione dovrà fare pressioni su di esso attraverso una sinergia di intenti dei ministeri del lavoro, dello sviluppo economico e della difesa, per poter tracciare una visione a lungo termine e non più di mese in mese, come è stato per troppo tempo”

“Una partita nella quale non va dimenticato anche l’alto numero di lavoratori esternalizzati Laerh: tra questi, ve ne sono alcuni che, per competenze tecniche, non hanno possibilità di essere integrati. Per loro è necessario verificare il reintegro in Piaggio o una formazione specifica, anche finanziata dalla stessa Regione, per poter operare in Laerh”, concludono Melis e De Ferrari.

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