IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Una perizia “sbagliata” e un carrozziere di Andora si appella alla giustizia

Un incidente stradale, la cessione del credito con l'assicurazione e una causa che diventa un'odissea

Andora. Una perizia “sbagliata” su una macchina incidentata, ma riparata perfettamente, una causa che dura quattro anni che finisce amaramente per  il carrozziere che la perde, ma non si dà per vinto e decide di fare ricorso in appello. Storia al limite del grottesco quella che ha come protagonista Sebastiano Vullo, titolare della carrozzeria De Meglio ad Andora che ora si trova costretto a rincorrere la giustizia e i soldi che ha speso, quasi 8 mila euro.

“Per fare un favore ad una cliente questa vicenda mi ha fatto e mi sta ancora facendo perdere tempo e denaro – dice – ma sono certo di aver agito nella massima correttezza ecco perché ho deciso di andare avanti per fare valere i miei diritti sostenuto dal mio avvocato Massimo De Palo”.

La storia del carrozziere finito nelle maglie della giustizia inizia nel dicembre del 2010 quando sull’Aurelia,a Capo Mele, un’auto si scontra con una Hyundai Galloper 2.5 TDI. Danni gravi per la seconda auto che però ad avviso del carrozziere non è da rottamare. La proprietaria decide allora di rivogersi proprio a Sebastiano Vullo.

L’assicurazione della controparte è d’accordo per rifondere il danno e, in accordo con la proprietaria, Vullo avvia la pratica della cessione del credito, abbastanza comune in casi come questi. E infatti l’auto, nel giro di pochi mesi, viene riparata e rimessa su strada. Il conto presentato dal carrozziere, seguendo con scrupolo le tabelle delle riparazioni, è di 6.583 euro più Iva.  Ma ecco l’imprevisto. L’assicurazione paga meno del dovuto, appena 2 mila euro per chiudere il capitolo. Sebastiano Vullo non ci sta e decide di fare causa all’assicurazione. Passano i mesi e anche gli anni con il carrozziere che incassa l’assegno di 2 mila euro, ma che si ritrova sotto di altri 4500 euro e una vicenda giudiziaria che inesorabilmente si allunga. Il giudice di pace cerca di risolvere la situazione e manda ad Andora un Ctu, un perito super partes che deve valutare la pratica.

Ed ecco la doccia fredda arrivata a qualche mese fa. Quell’auto non doveva essere riparata perché secondo il perito il suo valore era ben inferiore ai soldi spesi per sistemarla. Richiesta di risarcimento del danno e della riparazione respinta e per Sebastiano Vullo l’odissea giudiziaria ricomincia daccapo. “Andremo in appello (un’udienza è già stata fissata per luglio ndr) perché ritengo di essere stato danneggiato da quella perizia. Il Ctu che, peraltro ho dovuto pagare di tasca mia – dice Sebastiano Vullo – ha sbagliato la sua valutazione. Non ha fatto alcuna ricerca di mercato. Se avesse proceduto, seguendo le regole normali e comuni, avrebbe scoperto che il valore di quella vettura, seppur di vecchia immatricolazione, ha un valore sul mercato ad un prezzo variabile tra i 5.200 e i 6.500 euro. Poteva dunque decidere una via di mezzo e invece mi dovrei accontentare solo di quei 2 mila euro già incassati. Ma c’è di più la perizia del Ctu si riferisce ad una valutazione di Quattroruote professional e non ad una attenta ricerca di mercato, magari spulciando come ho fatto io sul web. Ha commesso un errore che mi ha danneggiato”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.