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No alla Margonara, prosegue la raccolta firme: 3000 in un mese, ecco dove aderire

"Noi non ci fermiamo - annunciano i comitati - siamo convinti che il progetto si possa fermare"

Savona/Albissola. Tremila firme in un mese. E’ un bilancio positivo al momento quello della petizione contro il porticciolo turistico alla Margonara, lanciato dalle varie associazioni contrarie al progetto (Margonara Viva, Madonnetta Forever, Gruppo Mamme Margonara, Salviamo la Madonnetta e le spiagge della Margonara!!, Bagni S. Cristoforo).

“E’ passato un mese dal lancio della petizione ed è tempo di un primo bilancio, per noi molto positivo – spiegano i gruppi – Siamo a circa 3000 firme, tra quelle raccolte al momento on line e quelle cartacee”

“Noi non ci fermiamo – annunciano – Per questo motivo la raccolta firme continuerà, e sabato pomeriggio 9 aprile torneremo ad allestire un banchetto dalle 16 alle 18 alla Ubik”. Sono in programma anche nuove iniziative: “Tutto questo per ribadire la nostra contrarietà al porto della Margonara, convinti che ci siano ancora gli spazi per contrastarlo”.

E’ possibile firmare la petizione cartacea in tre Comuni, ed in 9 negozi, durante l’orario di apertura. Sei a Savona: Ubik in Corso Italia, Negozio frutta e verdura in via San Francesco (Villetta), Tabaccheria Bertone in loc. Santa Rita, Tabaccheria in cima a via Turati (Valloria), Negozio di strumenti musicali Sagada’ in corso Ricci e Benzinaio presso Rio Termine (tra Savona e Albissola). A questi vanno aggiunti la tabaccheria in viale Liguria ad Albissola Marina e due panetterie ad Albisola Superiore: Boutique del pane in via XXV aprile e Panetteria Garbarini davanti al cinema Don Natale Leone.

Commenti

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  1. alessandro bragheri
    Scritto da alessandro bragheri

    … ma vergognatevi
    volete andare e portare i bambini in una spiaggia in prossimità dell’entrata del porto di savona? Non ve n’è mai fregato nulla di quella spiaggietta e ora sembra il paradiso!
    c’è una sentenza e va’ rispettata oltre tutto è una struttura che riqualificherà il contesto.

    1. Scritto da agiu sca

      Caro Alessandro, in quella spiaggetta io ci facevo il bagno 60 anni fa, il porto aveva un traffico molte volte più intenso di adesso, nel porto c’era anche uno scarico della fogna. Adesso, per fortuna, qualcosa è cambiato, e potremmo anche realizzare un ritorno al passato. Dove scaricavano il carbone, Miramare, i savonesi andavano ai bagni Miramare, non c’era neanche la strada. Senza grandi lavori basterebbe procedere alla demolizione del pontile di scarico del carbone, ed opere annesse, e realizzare li il porto, tra l’altro già esiste un approdo dietro al pontile, ripulire il tutto senza andare a disturbare lo scoglio della Madonnetta, dalla quale ci tuffavamo con grande allegria. Il porto di Savona, come avevo suggerito più di venti anni fa, dovrebbe abbandonare totalmente il commercio per favorire il diporto e le riparazioni navali, crociere comprese, diventerebbe un porto cittadino, come hanno altre località costiere del Mediterraneo, favorendo l’arrivo di imbarcazioni importanti, contribuendo al commercio e all’ospitalità. Si ridurrebbe il traffico pesante che attraversa la città e l’inquinamento, chimico e da rumore. Per quello che concerne la riqualifica del luogo, basta ripulire il molo dalle baracche e costruire quel poco che serve per dei bagni marini. Non credo ci sia qualcosa di cui vergognarsi cercando di salvare, dalla mera speculazione economica e dalla cementificazione, un pezzetto di natura, sicuramente contaminato, ma pur sempre con un valore, non quantificabile in moneta, “senza prezzo”, come le opere d’arte.