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L’Enpa salva un capriolo a Spotorno e scrive a Toti: “Vergogna, sarebbe compito vostro”

Raccomandata al presidente della Regione: "Tolto ai cacciatori l'obbligo di recuperare gli animali feriti, senza dare alternative"

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Spotorno. Volontari della Protezione Animali savonese nuovamente all’opera per soccorrere un capriolo in difficoltà. Questa volta è successo sulle alture di Spotorno, dove era stato segnalato a diversi enti pubblici la presenza di un giovane di circa un anno gravemente ferito, forse dall’urto con un’auto.

L’animale è stato subito portato da un veterinario che gli ha praticato le prime cure ma è morto poco dopo per le gravi lesioni interne; un altro capriolo ferito, con le zampe quasi tranciate è morto alcune notti orsono poco distante, ai margini della strada di accesso al casello autostradale di Spotorno, trovato da un automobilista di passaggio che non era riuscito ad ottenere un intervento degli enti pubblici.

ENPA Savona ha deciso di segnalare, a mezzo raccomandata, i ritrovamenti ed i mancati soccorsi pubblici al presidente della giunta regionale Toti, “poiché il compito di recuperare e curare la fauna selvatica ferita è per legge della Regione Liguria. Una leggina approvata di corsa a fine anno dal consiglio regionale quasi all’unanimità, sollecitata proprio da settori intransigenti della caccia savonese, ha tolto agli ambiti di caccia il compito di recuperare gli animali selvatici feriti al di fuori dell’attività venatoria, senza prevedere alternative; una vergogna che si protrae ormai da quattro mesi senza soluzione e che vede i volontari dell’ENPA, da soli, a contrastare con il proprio impegno una barbarie tutta ligure”.

Commenti

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  1. Scritto da Stefano

    Quello che afferma l’E.N.P.A. non corrisponde al vero. Gli A.T.C. con il loro personale volontario e dipendente, continuano a soccorrere gli ungulati feriti anche senza avere un obbligo di legge Chi interviene lo fa senza clamore e senza ogni volta pubblicare un articolo polemico da qualche parte, ma interviene ugualmente, molto più di quanto l’E.N.P.A. e l’opinione pubblica possa immaginare. E a parte il personale dipendente, come il sottoscritto, i volontari appartenenti agli A.T.C. lo fanno per niente senza il minimo rimborso e con mezzi e talvolta a spese proprie. Se tutte le volte che viene recuperato un capriolo cinghiale o altro animale dai volontari degli A.T.C.scrivessero un articolo su I.V.G. ci sarebbero solo più articoli sul recupero della fauna selvatica.