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L’Autorità portuale di Savona va verso una proroga dell’autonomia

Ciò consentirà a Savona, secondo logica, di “governare” l’operazione Maersk sino alla conclusione dei lavori

Savona. La Conferenza Stato-Regioni, riunita a Roma sotto la presidenza del governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha approvato all’unanimità l’approvazione di un emendamento bipartisan, presentato da Campania e Liguria, che prevede la proroga fino a tre anni della gestione autonoma delle attuali Autorità Portuale, congelando quindi per i prossimi 36 mesi l’adeguamento alla nuova legge di riforma che prevede l’istituzione di 15 Autorità di sistema che governeranno gli oltre 50 porti di interesse nazionale.

Dovranno essere le Regioni interessate, entro due mesi dalla conversione in legge del decreto di riforma, a presentare un’istanza motivata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere di mantenere l’autonomia amministrativa delle Autorità Portuali destinate alla soppressione. Anche in caso di accoglimento dell’istanza, a regolare il contenuto sostanziale di questa “autonomia amministrativa” sarà un Decreto del Presidente del Consiglio.

Stando alle sensazioni, a favore di questa soluzione – che ovviamente consentirebbe ai savonesi di continuare a gestire il proprio porto ancora per qualche tempo – giocano vari fattori. Innanzitutto tra i presenti al tavolo della Conferenza Stato – Regioni c’era anche la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd, che di speranze, quando era venuta a Savona, ne aveva lasciate pochine e che invece a Roma ha votato l’emendamento. Inoltre, in due dei porti “lesi” dalla riforma (Savona e Salerno), a giugno e non sembra proprio il caso che il Governo, tenuto conto della situazione, senta la necessità di cercarsi altre rogne locali. Terzo, la proroga dell’autonomia amministrativa consentirà a Savona, secondo logica, di “governare” l’operazione Maersk sino alla conclusione dei lavori ed all’avvio dell’attività del futuro terminal di Vado Ligure. Infine, l’emendamento non richiede di modificare in nessun modo l’impianto della legge, che era la preoccupazione numero uno del ministro Delrio, “padre” della riforma.

La locuzione “per un periodo non superiore ai 36 mesi” inserita nell’emendamento rappresenta tuttavia un’incognita, soprattutto per Savona dove a fine anno si concluderà il quadriennio di presidenza dell’ingegner Gian Luigi Miazza. Difficile pensare ad un rinnovo quadriennale, tenuto conto che la riforma – entrata comunque in vigore – non prevede nuove procedure di nomina se non quelle legate all’Autorità di sistema. Sarà forse il caso, per garantire la continuità di gestione, che gli enti savonesi responsabili degli affari portuali inizino ad affrontare la questione, che è ormai matura, evitando che diventi un problema: non è il momento di sventolare insegne e bandiere, bensì quello di mostrarsi uniti e decisi. Altrimenti, quel “non superiore a 36 mesi” suonerà come un sinistro avvertimento.

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