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Frascherelli: “L’operazione di riqualificazione delle ex aree Piaggio andrà avanti comunque”

Il sindaco di Finale chiarisce: "La questione industriale e quella urbanistica sono separate"

Finale Ligure. Indipendentemente dalla vertenza Piaggio, l’operazione urbanistica a Finale andrà avanti: lo ha annunciato questa mattina il sindaco di Finale Ugo Frascherelli a margine dell’incontro nella sala consiliare di Villanova d’Albenga con i parlamentari liguri e le rappresentanze sindacali.

aree piaggio finale

L’operazione di riqualificazione delle ex aree dello stabilimento finalese, dunque, non diventerà “merce di scambio” sul tavolo della trattativa nella difficile vertenza che coinvolge i lavoratori. “La questione urbanistica e quella industriale sono separate – chiarisce Frascherelli – ed è opportuno che lo siano altrimenti non sarebbe stato nemmeno realizzato questo stabilimento a Villanova. Oggi siamo qui con i rappresentanti del Parlamento italiano perché c’è una preoccupazione obiettiva rispetto all’accordo di programma del 2014: negli ultimi tempi sono state messe in cassa integrazione circa 494 persone, il che indubbiamente è preoccupante perché non c’è sufficiente chiarezza sul piano industriale e gli obiettivi che l’azienda intende raggiungere. E ovviamente io come sindaco di Finale non posso che essere presente oggi, anche perché Finale non ospita più lo stabilimento ma di fatto è come se da noi lo stabilimento ci fosse ancora… moltissimi finalesi lavorano in Piaggio, quindi questa crisi da noi è vissuta in modo particolarmente drammatico“.

Vicinanza e sostegno ai lavoratori, dunque, per una vicenda che preoccupa a livello industriale e occupazionale; la partita per l’operazione urbanistica, però, si gioca su un altro tavolo. “E’ un’operazione che in questo momento è completamente da ridescrivere – spiega Frascherelli – Il momento storico è tale per cui operazioni urbanistiche di una certa dimensione hanno delle difficoltà a partire: non riguarda solo Piaggio, pensiamo anche a Ghigliazza o ai cantieri navali di Pietra. Le due questioni comunque sono distinte: è vero che l’accordo di programma del 2008 prevedeva che i soldi necessari per la costruzione dello stabilimento di Villanova fossero ricavati dalla vendita e trasformazione delle aree, poi però sappiamo tutti che nella realtà questo non è successo, i soldi sono stati reperiti diversamente e le aree sono ancora così come erano quando Piaggio le occupava. Poi è evidente che come amministrazione di Finale non posso essere indifferente rispetto alla situazione che quelle aree presentano: quella zona va comunque riqualificata, anche perché ci potrebbe essere a breve un problema di ordine pubblico“.

“Con la parte urbanistica cioè Finalmare, che è una società diversa da Piaggio, i contatti sono costanti – rivela il sindaco – Quella di stoppare la riqualificazione è una proposta provocatoria che capisco, ma secondo me è strumentale e totalmente infondata. In ogni caso il consiglio comunale all’unanimità ha chiesto appunto che la questione urbanistica venisse arrestata fino alla partecipazione della Rsu alla prossima conferenza dei servizi, tra meno di un mese. Inoltre la Rsu è venuta con me a Genova e ha partecipato anche al recente incontro: c’è totale trasparenza proprio perché non c’è nulla da nascondere, semplicemente però è opportuno che si conoscano e vengano comprese quelle che sono anche le necessità di un’amministrazione, cioè di governare il territorio”.

L’operazione, dunque, andrà avanti indipendentemente dagli sviluppi della vertenza. “C’è un approfondimento, c’è l’esigenza comunque che quell’area, una volta riqualificata, possa rappresentare anche un’occasione di sviluppo e di occupazione per Finalmarina. La nostra preoccupazione è che si cerchi comunque una soluzione con la proprietà. In ogni caso il Comune di Finale ha già rilasciato un titolo formalmente valido nel 2008, che prevede la possibilità di realizzare in quel sito circa 250.000 mc: questa è una cosa di cui non possiamo dimenticarci. E’ sicuramente un’esigenza dell’amministrazione quella di insieme a Finalmare trovare una soluzione condivisa di trasformazione di quelle aree, diversa da quello che era il progetto del 2008“.

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