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Errore di trascrizione nelle intercettazioni, chiesta la libertà per Fausta Bonino

Il suo avvocato ha presentato richiesta di scarcerazione

Savona. E’ stato scoperto un errore nelle intercettazioni del Nas nell’inchiesta sui 13 morti all’ospedale
di Piombino. Sarebbe uno scambio di voce: non parla l’infermiera savonse Fausta Bonino, accusata degli omicidi dei pazienti, ma una collega.

La frase ha la sua importanza – “Paola mi raccomando te non devi dire nulla, non litigare, non fare niente” – perchè gli inquirenti vi appuntano un possibile pericolo di inquinamento delle prove, con cui è stata affermata la necessità del carcere. “In realtà – afferma il difensore di Fausta Bonino, avvocato
Cesarina Barghini -, le voci sono ben distinte, e non solo la frase non é di Fausta Bonino ma ascoltando l’audio integrale si capisce che la frase era stata detta da una terza persona, da individuare, alla collega infermiera che poi ne parla con Fausta”.

“E’ stata riportata nell’ordinanza come se questa frase provasse che Fausta Bonino avesse voluto invitare le colleghe ad essere reticenti. In realtà c’è stato un errore di trascrizione, hanno indicato il suo nome ma la voce non è sua”. Per il ricorso al riesame contro l’arresto in carcere – già depositato – il legale consegnerà un’integrazione alla richiesta di scarcerazione proprio rilevando l’errore di trascrizione.

L’avvocato Barghini ne ha parlato a proposito dell’interrogatorio a cui è stata sottoposta Fausta Bonino al carcere di Pisa davanti al pm di Livorno Massimo Mannucci e al Nas di cui hanno dato notizia la trasmissione tv “Quarto Grado” e il quotidiano “Corriere Fiorentino”. L’interrogatorio è durato diverse ore perché “sono state fatte sentire alla mia cliente tutte le intercettazioni integrali da dove provengono le
frasi riportate nell’ordinanza, proprio come lei aveva chiesto nell’interrogatorio di garanzia”. Così ascoltando si scopre che c’è almeno una frase attribuita malamente: questa”, dice il difensore, “e ce ne sono altre di cui emerge, se ascoltate nel loro contesto, il tono ironico o paradossale”.

“Sono state travisate le cose che doveva dire – continua -. Spesso Fausta Bonino fa battute, paradossi. Inoltre dagli audio integrali si capisce che lei non e’ l’unica infermiera del reparto preoccupata o agitata, anche i suoi colleghi sono impressionati per i decessi anomali: ma perchè non hanno intercettato anche loro”. In una telefonata del 13 ottobre 2015 a una collega, Fausta Bonino, ormai trasferita in altro reparto e col tredicesimo decesso risalente al 29 settembre, dice con ironia: “Se avete da fà morì qualcuno fatelo prima che rientri io perché se l’unico giorno che sono rientrata me ne muoiono tre…”.

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