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“Educazione alla legalità”, il fratello di Paolo Borsellino a Pietra Ligure: incontro con le scuole e la cittadinanza

Il 19 aprile Salvatore Borsellino a Pietra Ligure. Parole di fuoco del fratello del magistrato per l'ospitalità al figlio di Riina a "Porta a Porta"

Pietra L. A quasi due anni dall’inaugurazione della nuova passeggiata a levante di Pietra Ligure intitolata a Falcone e Borsellino, i due magistrati uccisi dalla mafia nel 1992, il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, sarà nella cittadina pietrese il prossimo 19 aprile: una giornata organizzata dal Comune di Pietra Ligure, assieme all’associazione “Libera” e “Agende Rosse”, che prevede una visita sul tratto di passeggiata di levante: durante la cerimonia, alle ore 10:00, l’amministrazione comunale pietrese consegnerà a Salvatore Borsellino una targa-ricordo, alla presenza del sindaco Dario Valeriani e del consigliere delegato alla cultura Paolo Fontana.

Alle ore 11:15 è in programma l’incontro con le scuole al cinema-teatro Moretti, nel quale si parlerà di cultura della legalità e lotta alla mafia, nell’ambito della giornata dedicata all’ “Educazione alla legalità”, titolo della giornata pietrese: al pomeriggio sarà invece presentata una mostra con gli elaborati dei bambini delle elementari dedicati proprio alla legalità, mentre in serata, sempre al cinema-teatro Moretti, alle ore 21:00, una tavola rotonda aperta alla cittadinanza.

Salvatore Borsellino si è dedicato attivamente alla sensibilizzazione nel contrasto alla criminalità organizzata, il malgoverno e le collusioni tra politica, poteri occulti e mafia e ha già svolto numerosi incontri con gli studenti in tutta Italia.

Salvatore Borsellino è stato il promotore del “movimento delle Agende Rosse”, che fa riferimento all’agenda di Paolo Borsellino, sparita dopo la strage di via D’Amelio. Nella sua agenda personale Borsellino scriveva appunti personali, supposizioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia. L’agenda sparì dalla borsa di cuoio del magistrato che era sul sedile posteriore dell’auto su cui viaggiava il giudice Borsellino.

E l’annuncio della visita pietrese di Salvatore Borsellino arriva proprio nel giorno del pesante sfogo del fratello del magistrato ucciso contro la trasmissione Rai “Porta a Porta” che ha ospitato il figlio di Totò Riina e la presentazione del suo libro. Parole dure quelle di Salvatore Borsellino riprese da tutti i media nazionali.

Avrei preferito non dovere scrivere queste righe, avrei preferito non essere costretto ad essere assalito dal senso di nausea che ho provato nel momento in cui ho dovuto leggere che il figlio di un criminale, criminale a sua volta, comparirà questa sera nel corso di una trasmissione della RAI, un servizio pubblico, per presentare il suo libro, scritto, come dichiarerà lui,”per difendere la dignità della sua famiglia”. Di quale dignità si tratti ce lo spiegherà raccontandoci come, insieme a suo padre, seduto in poltrona davanti alla televisione, abbia assistito il 23 maggio e il 19 luglio del ’92 allo spettacolo dei risultati degli attentati ordinati da suo padre per eliminare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Non ci racconterà forse le esclamazioni di gioia di quello stesso padre che descriverà, come da copione, come un padre affettuoso, ma quelle possiamo immaginarle dalle espressioni usate da quello stesso padre quando, nelle intercettazioni nel carcere di Opera, progettava di far fare la “fine del tonno, del primo tonno” anche al magistrato Nino Di Matteo. Non ha voluto rispondere, Salvo Riina, alle domande su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Non me ne rammarico, quei nomi si sarebbero sporcati soltanto ad essere pronunciate da una bocca come la sua. In quanto al conduttore Bruno Vespa avrà il merito di fare diventare un best-seller il libro che qualcuno ha scritto per il figlio di questo criminale e che alimenterà la curiosità morbosa di tante menti sprovvedute. Si sarà così guadagnato le somme spropositate che gli vengono passate per gestire un servizio pubblico di servile ossequio ai potenti, di qualsiasi colore essi siano. Qualcuno ha chiamato la trasmissione “Porta a Porta”, la terza Camera, dopo la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, questo significa infangare le istituzioni, infangare la nostra Costituzione, sport che sembra ormai molto praticato nel nostro paese. In quanto a noi familiari delle vittime di mafia eventi di questo tipo significano ancora una volta una riapertura delle nostre ferite, ove mai queste si fossero chiuse, ma ormai purtroppo questo, dopo 24 anni un cui non c’è stata ancora ne Verità ne Giustizia, è una cosa a cui ci siamo abituati, ma mai rassegnati. La nostra Resistenza continuerà fino all’ultimo giorno della nostra vita.

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