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Crocifisso in consiglio regionale, dal M5S, al Pd passando per la Lega: le reazioni dopo la bagarre in Consiglio

Forza Italia: "Il crocifisso esprime valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di libertà, di solidarietà umana"

Regione. L’ordine del giorno per l’affissione permanente del crocifisso ha scatenato non solo bagarre in consiglio regionale, ma anche numerose reazioni opposte dai vari gruppi di politici liguri.

consiglio regionale crocefisso

“Credo che con questo ordine del giorno siamo riusciti al colmare una lacuna: mi chiedo come sia possibile che ancora il crocifisso non sia stato esposto nell’aula del Consiglio – dice Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare) –. Il crocifisso, così come la religione cristiana, fa innegabilmente parte della storia e della tradizione italiana ed europea. Non dobbiamo rinunciare alle nostre radici ma, anzi, valorizzarle. E questo è particolarmente importante in un’aula come quella del Consiglio, dove si varano provvedimenti e si discute dell’interesse comune”.

“Ritengo che anche i non credenti si riconoscano in certi valori, quali la fratellanza, la solidarietà e la tolleranza che vengono richiamati dal crocifisso, ma che vanno oltre la sfera strettamente religiosa. Ritengo, quindi, che nessuno, anche se non credente, si sentirà offeso per la vista del crocifisso nell’aula di una i Istituzione, quale è quella del Consiglio; alla Spezia nella la sede del Consiglio comunale è esposto un quadro a carattere religioso: nessuno ha mai avuto qualcosa da ridire, almeno a quanto mi risulta” conclude Costa.

Il consigliere della Lega Nord Stefania Pucciarelli accusa il Partito Democratico di aver strumentalizzato l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza in Regione sul crocifisso. “Invece di votare hanno scelto la strada di Ponzio Pilato – dice -. Per lo show in aula i consiglieri del Pd hanno pensato bene di intervenire facendo dichiarazione di voto, peccato però che poi, nel momento di votare, siano usciti dall’aula. La Paita nei giorni scorsi mi ha detto che sono ossessionata dal culto ed è vero: ritengo fuori tempo non voler riconoscere le proprie tradizioni e le proprie radici che il crocifisso, come simbolo cristiano, rappresenta. Pensiamo anche a cosa sta accadendo nel nostro Paese, che sta subendo un’avanzata di popoli che fanno della religione il proprio stato, in questo modo disconoscendo il nostro”. Pucciarelli ritiene che le tradizioni cristiane debbano essere assolutamente salvaguardate: “Non possiamo permettere di annullarci – aggiunge -, anzi dobbiamo avere uno scatto di orgoglio e ricordare loro chi siamo”.

Critico il Movimento 5 Stelle: “Il Partito Unico getta la maschera e scopre il suo vero volto incartandosi sull’approvazione del nostro Ordine del giorno per inserire in Consiglio regionale il simbolo della Repubblica. Parliamo di un emblema unitario, massima espressione dell’unione repubblicana e della laicità, come recita la nostra Costituzione. Evidentemente così non è per la maggioranza, che, di tutta risposta, ci ha chiesto di inserire un emendamento per eliminare dall’Odg tanto il concetto di unicità che di laicità del simbolo. Noi, come MoVimento 5 Stelle, non siamo disposti a derogare sui valori fondanti della nostra carta costituzionale e lo abbiamo ribadito pretendendo di reinserire nel testo la parola laicità, sette lettere su cui si poggia l’intero sistema repubblicano e democratico. A quel punto si è inserito nel dibattito il Partito Democratico, rimodificando il testo al solo scopo di agitare fumo ed evitare la votazione dell’Ordine del giorno. Risultato? Tutto rinviato alla seduta di venerdì, col Partito Unico che riesce a centrare il suo unico obiettivo: intralciare con ogni mezzo una proposta che mirava a riconoscere un emblema laico, unitario e condiviso (o così dovrebbe essere) come quello della Repubblica italiana”.

Sono usciti dall’aula per protestare contro la “banalizzazione di un simbolo molto forte e profondo” (Paita) e contro il tentativo “del centrodestra di utilizzare il tema religioso per dividere e non per unire” (Rossetti) i consiglieri regionali del Partito Democratico, nel corso della votazione dell’ordine del giorno proposto dal capogruppo di Forza Italia Vaccarezza per l’esposizione del crocifisso nell’aula del Consiglio ligure.

Una dura presa di posizione contro quello che la capogruppo Raffaella Paita ha definito “un interesse elettorale della destra, che ha il solo scopo di dividere i cristiani. Non è giusto – ha precisato la consigliera del Pd – trascinare l’aula in una discussione misera su qualcosa di così importante e personale come la Fede”. Il vicecapogruppo Luca Garibaldi ha ricordato che “nelle aule in cui si fanno le leggi è giusto che si mantengano i principi di laicità, perché il legislatore deve tenere conto sia di chi non crede, sia di chi crede”. Paita ha continuato ricordando che “l’unica egida sotto la quale deve sottostare un’istituzione in questo Paese è la Costituzione italiana. Usare un simbolo così potente e importante per questioni di bottega svilisce il simbolo stesso, perché viene strumentalizzato da una politica di parte. Ed è per questo che noi ci rifiutiamo persino di votarlo un ordine del giorno come questo. Ci alziamo e lasciamo l’aula, perché questa forzatura offende i buoni cristiani”. E se il consigliere Giovanni Barbagallo ha ricordato al centrodestra che “la diversità è una ricchezza”, Pippo Rossetti ha ribadito: “qualcuno in aula ha detto che, grazie a quest’ordine del giorno, oggi ha vinto Gesù. Io mi fermo qui: la maggioranza vuole strumentalizzare per fini elettorali un simbolo nato per unire”.
 
Posizione di netta contrarietà è stata espressa da Rete a Sinistra: “Credo in uno Stato laico, dunque ritengo non abbia alcun senso affiggere simboli religiosi nell’aula dell’Assemblea Legislativa. La laicità dello Stato sussiste anche in questo luogo, ove difendiamo i diritti di tutti, anche delle tante persone non religiose – dichiara il consigliere regionale Gianni Pastorino -; da non credente, ritengo che la fede sia un fatto personale. E proprio perché mi richiamo alla laicità, non ho mai manifestato alcuna forma di intolleranza; intolleranza che invece vedo esprimere da persone che si professano cattoliche e poi si oppongono alla libera espressione del credo altrui”.

Caso lampante in cui “tradizione” fa il paio con la “contraddizione”: “Qualche consigliere di centrodestra ha fatto pubblico sfoggio di ateismo, ma per mera opportunità politica ha votato a favore dell’Odg – sottolinea Pastorino -; peraltro, alcuni consiglieri si abbandonano spesso ad affermazioni non particolarmente edificanti nei confronti dei simboli religiosi; eppure questa mattina si sono scoperti devoti”.

“Non capisco questo richiamo alla crocifissione, come se la presenza di questo simbolo, da solo, ci dovesse rendere migliori – conclude Pastorino -. In Italia ci lamentiamo, con ragione, del funzionamento delle giustizia e dell’istruzione, eppure non è il crocifisso posto nelle aule scolastiche e nei tribunali che potrà risolvere concretissimi problemi, causati dai tagli ai fondi e dalla mancanza di organizzazione”.

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