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Consiglio Regionale per la prima volta sul territorio: seduta solenne a Stella per ricordare Pertini fotogallery

Bruzzone: "Quanta gente, sono soddisfatto". Lombardi: "La Regione qui, non capita tutti i giorni"

Stella. Tanta folla, tra autorità, gente comune e bambini. Un clima di festa, decisamente inusuale per un appuntamento istituzionale. E tanta soddisfazione da parte di tutti, per un evento che si preannuncia un successo prima ancora di iniziare. Così Stella ha accolto i membri del consiglio regionale per la seduta solenne in programma questa mattina nel paese natale di Sandro Pertini, presso la sala polivalente della parrocchia di San Giovanni.

consiglio regionale stella pertini

Quella di portare “sul territorio” il consiglio è una decisione presa dal presidente Francesco Bruzzone in occasione del 25 aprile, un’idea che dovrebbe, nelle intenzioni della Regione, diventare una costante dei prossimi anni. “Finalmente il consiglio regionale esce dalla sede della Regione e si convoca sul territorio, non era mai successo prima – gongola soddisfatto Bruzzone – ho lanciato questo ciclo, ogni anno in occasione del 25 aprile andremo a toccare luoghi della Liguria importanti che abbiano un significato per il 25 aprile”.

E la scelta per il primo, storico consiglio “in esterna” è caduta su Stella San Giovanni: “Partiamo da qui perché ha un significato forte, il collegamento con Sandro Pertini – spiega Bruzzone – quest’anno poi è l’anno delle celebrazioni pertininiane, per le quali abbiamo anche fatto in Regione una legge speciale”. Questo infatti è l’anno del 120 anniversario della nascita di Pertini, avvenuta il 25 settembre 1896: “Quello di oggi è il primo passo – conclude Bruzzone – ci sono dei lavori in corso anche per quanto riguarda la ristrutturazione della casa e altre opere”.

Grande soddisfazione anche da parte del sindaco Marina Lombardi: “La presenza della Regione qui, oggi, a rendere omaggio a un grande presidente ha un significato importantissimo, anche in previsione poi di un momento che ci riunirà ancora di più, la presenza del Presidente della Repubblica a settembre. Un consiglio regionale a Stella non è cosa che capita tutti i giorni… è stata veramente un’emozione forte quando mi è stata annunciata questa scelta. Credo sia la prima volta, e spero dia inizio a una tradizione nella nostra Regione, quella di andare nei luoghi più rappresentativi per la resistenza italiana, dove si è formata la nostra Repubblica”.

“Quello di oggi è un evento importantissimo – le fa eco il prefetto di Genova, Fiamma Spena – il fatto che il consiglio regionale si riunisca in seduta solenne qui a Stella, per ricordare il 25 aprile e un Presidente della Repubblica che è stato anche un partigiano e che ha onorato la nostra terra, è un momento davvero bello per tutte le istituzioni. Questa giornata è sicuramente un monito per tutti quanti noi: ricordare che da questo percorso è nato poi il fondamento della nostra vita repubblicana, della nostra costituzione e tutti i principi di libertà e identità che caratterizzano l’Italia. Un momento fondamentale del quale non si può perdere la memoria, bisogna rinnovarla costantemente”.

stella pertini consiglio regionale

“Siamo nell’imminenza del 25 aprile, Sandro Pertini ha avuto un ruolo nella Liberazione di questo Paese, ma anche nella costruzione della democrazia in cui viviamo – commenta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – Abbiamo l’orgoglio che sia un concittadino ligure e prevedere oggi, in occasione della Festa di Liberazione, un consiglio regionale proprio a Stella mi è sembrato un ottimo modo per ricordarlo. Come Regione Liguria abbiamo finanziato i lavori per il recupero della sua casa natale qui a Stella e sono pertanto molto felice di essere qui, dove si vedono i ponteggi che testimoniano le opere in corso che vogliono salvaguardare una Casa che è anche un Museo e testimonianza storica preziosa per tutti gli italiani. Per valorizzare l’opera di recupero e in occasione della fine dei lavori, abbiamo invitato il Presidente Mattarella che sarà presente a settembre qui, in occasione delle Celebrazioni Pertiniane da noi promosse”.

“E’ bello che la seduta solenne del Consiglio regionale per le celebrazioni del 25 Aprile, quest’anno, si tenga a Stella, paese natale di Sandro Pertini – è il commento di Raffaella Paita – Il Presidente Partigiano è ancora oggi (per usare le sue stesse parole) un esempio di onestà, coerenza e altruismo per tutti, ma in special modo per i giovani. Il ricordo della Liberazione nel suo settantunesimo anniversario è ancora un momento di grande commozione e partecipazione. Tutti sentimenti che, a Stella, si caricano di ulteriore significato. La lezione di quei ragazzi che più di settant’anni fa salirono sulle montagne per liberare il nostro Paese dalla dittatura è una memoria da custodire e far vivere ogni giorno”.

Alle 10.30 le autorità civili, militari e religiose invitate alla manifestazione hanno raggiunto in corteo il cimitero dove è stata deposta una corona sulla tomba di Pertini. Alle 11, poi, l’inizio della seduta, aperta dal saluto del presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone; a seguire l’orazione ufficiale di Agostino Giovagnoli, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano.

L’orazione ufficiale è stata tenuta da Agostino Giovagnoli, ordinario di Storia contemporanea presso l’università cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lo studioso ha esordito ricordando il ruolo di Pertini che, divenuto presidente della Repubblica, ha saputo “proporre una memoria della Resistenza che non era da consegnare semplicemente agli storici ma era un patrimonio di tutta la società”.

Giovagnoli ha puntualizzato che la Resistenza non è stata un fenomeno solo italiano perché tanti altri Paesi “hanno difeso un’idea di Europa che era opposta a quella nazista, basata sulla superiorità della razza ariana. L’Europa della Resistenza era l’Europa delle leggi e del diritto contro la tirannia”.

Dopo avere ricordato il ruolo di Genova, unica città italiana in cui le truppe tedesche si arresero alle formazioni partigiane e non all’esercito degli Alleati. Giovagnoli ha sottolineato il ruolo svolto nella Resistenza dalle donne, che spesso si offrivano come staffette per i partigiani, di parte del mondo cattolico, che non appoggiò il fascismo, e ha ricordato gli scioperi nelle fabbriche del Nord.

Secondo lo storico l’8 settembre è stato “l’inizio di tanti nuovi percorsi”: da quella data “la scelta di prendere le armi è stata graduale e solo nel tempo aumentò la capacità organizzativa delle formazioni partigiane”. Giovagnoli ha ribadito che “le ragioni della Resistenza sono state prima di tutto morali più che ideologiche” e nella fase costituente proprio questa spinta morale ha permesso di superare le divisioni.

“Nella Costituzione c’e lo spirito della Resistenza e i partiti – ha detto – sono stati in grado di convergere su un unico lavoro costituente”. Questa perfetta sintesi ha determinato – ha aggiunto – la longevità della Costituzione italiana che “rappresenta una lezione ancora attuale”. “Invece le ultime modifiche della Costituzione – ha concluso – sono state introdotte da maggioranze. Questo è del tutto legittimo ma le Costituzioni modificate a maggioranza sono qualcosa di diverso da una Costituzione scritta dalla convergenza di tutte e forze politiche”.

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