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Consiglio Comunale Savona, Pongiglione critica il Pd

“Con questa ‘strategia’ logora del far mancare il numero legale per evitare pratiche sgradite è stato commesso un errore di valutazione madornale"

Savona. “Il Consiglio comunale di giovedì è stata l’ultima occasione per portare in votazione i tantissimi argomenti rimasti in coda nei precedenti Consigli e nuovi problemi importanti e urgenti per la Città. All’inizio della riunione ho chiesto formalmente che il Sindaco, portando fino in fondo il suo impegno verso i Cittadini, presenti il Bilancio di previsione, cosa che fino a quel momento non sembrava nelle intenzioni della Giunta”. Così il consigliere comunale Daniela Pongiglione di Noi per Savona inizia la sua analisi sull’ultimo consiglio comunale di Savona.

“Alle Interpellanze è destinata la prima ora, per cui ne passano solo 9. Chiedo che sia possibile completare l’esame anche delle restanti, ma senza successo. Così restano fuori (e cadranno nel dimenticatoio!) le altre interpellanze su argomenti al centro dell’attenzione dei Cittadini come i lavori di Piazza del Popolo (interrotti appena dopo l’avvio) e la situazione attuale della pratica bitume. Comunque questa cancellazione era prevista dal Regolamento” spiega Pongiglione.

“Non è stato invece possibile che il Consiglio votasse l’Ordine del Giorno sull’Aurelia bis. Il testo era stato concordato tra tutti i gruppi ed era di particolare importanza per i Cittadini, perché definiva le richieste che l’assessore Di Tullio avrebbe dovuto portare al Ministero. Richieste di miglioramento delle strutture destinate alla ‘mitigazione dell’impatto ambientale’, che per Roma finora ha significato solo ‘strutture anti rumore’, ma che per i Cittadini dei Comitati e per noi Consiglieri significa ‘strutture che proteggano non solo dal rumore ma anche dall’inquinamento dell’aria e che mitighino l’impatto visivo’. Ebbene, questo Odg non sarà votato perché in un Consiglio a ranghi ridotti (consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno già lasciato l’aula) il capogruppo del Pd Larosa se ne va, facendo mancare il numero legale e mandando a carte quarantotto tutte le altre pratiche, gli Ordini del giorno e le mozioni ancora da votare, e soprattutto impedisce la approvazione del documento sull’Aurelia bis che, senza esagerare, era fondamentale per la futura sistemazione dell’opera”.

“Con questa ‘strategia’ logora del far mancare il numero legale per evitare pratiche sgradite, il PD questa volta ha commesso un errore di valutazione madornale e ha danneggiato il probabile positivo sviluppo della vicenda ‘Aurelia bis’. Dopo un’interruzione di cinque minuti, nell’attesa vana che il numero legale si ricrei, il presidente Casalinuovo ci manda tutti a casa. Sono le 20,15” conclude Pongiglione.

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