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Casa squillo scoperta a Savona, arrestata la maitresse cinese foto

Indagati anche due italiani. Gli annunci venivano pubblicati sul web: all'organizzazione restava l'80% dell'incasso

Savona. Un anonimo appartamento di via Nizza, trasformato in “alcova” per un giro di prostituzione “made in China”. A scoprirlo la Squadra Mobile della Polizia di Stato, che ieri ha arrestato in flagranza di reato una cittadina cinese di 45 anni, Wong Hong, clandestina in Italia, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento della permanenza illegale nello Stato.

La casa-squillo di via Nizza 52b era ormai da due mesi al centro di un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Venturi. Secondo quanto appurato dagli agenti della Mobile, da tempo nell’appartamento si alternavano prostitute di origine cinese: il viavai alle Fornaci però non era sfuggito ai residenti i quali avevano segnalato il tutto alla Polizia, dando il via all’indagine.

via nizza savona

Nell’appartamento, si è scoperto, si prostituivano quotidianamente due ragazze cinesi, che venivano “sostituite” ogni 20-30 giorni. La 45enne arrestata si occupava in prima persona della “gestione” delle ragazze: gestiva gli annunci sulla carta stampata e su alcuni portali internet di incontri, rispondeva alle telefonate e comunicava alle ragazze le richieste dei clienti, le modalità con cui volevano essere accolti ed eventuali “desideri” particolari. Ogni mese circa scendeva da Vercelli a Savona per ritirare il guadagno: nelle mani dell’organizzazione restava circa l’80% di quanto incassato.

E proprio in occasione di un “incasso” sono scattate le manette. Ieri Wong Hong è partita in treno da Vercelli insieme a una connazionale, anch’essa clandestina, destinata a prostituirsi nell’alloggio savonese. I poliziotti hanno atteso che entrasse nell’alloggio per riscuotere fermandola poi all’uscita: nella borsa aveva 5000 euro in contanti, in tagli da 10, 20 e 50 euro. Una vera e propria “mazzetta”, fasciata nella pellicola trasparente da cucina e poi ancora occultata in fogli di giornale. Gli agenti intervenuti hanno denunciato in stato di libertà e successivamente espulso, per inosservanza alla normativa sul soggiorno, anche due donne cinesi presenti nell’immobile al momento dell’arresto.

In seguito all’arresto in flagranza sono scattate le perquisizioni a Savona e Vercelli, durante le quali sono emerse ulteriori prove dell’attività illecita, tra cui ricevute di bonifici bancari, telefoni, agendine e altro denaro contante, spesso occultato come ad esempio 2000 euro nascosti in una cantina, fasciati da una maglietta blu. Nel corso dell’operazione sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro circa 7000 euro in contanti ed altro materiale ora al vaglio degli inquirenti.

Un’attività assolutamente fiorente, quella gestita dalla 45enne orientale insieme a due italiani, residenti rispettivamente a Milano e Vercelli, che risultavano affittuari degli alloggi utilizzati come alcove: l’organizzazione “lavorava” a Vercelli e appunto a Savona, ma aveva in programma di espandere il “giro d’affari” ad altre località piemontesi.

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