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Bottiglia di plastica e birra ecco come al Cersaa di Albenga sconfiggono la vespa velutina

Odori secondari dovuti alla fermentazione e alla maturazione di altri ingredienti, mettono a dura prova persino gli insetti più reticenti

Albenga. L’elemento indispensabile è una bottiglia di plastica vuota riciclata, della capacità di 1500 cl. E’ l’arma con la quale si può sconfiggere la micidiale vespa velutina che continua a creare problemi agli agricoltori del Savonese.

“Il monitoraggio è semplicissimo – spiega Giovanni Minuto, direttore del Cersaa, il Centro sperimentale agricolo della Camera di Commercio – bastano appunto una bottiglia di plastica e della birra per realizzare una trappola ad hoc”.

La bottiglia va divisa in due parti. Si ottengono due pezzi, uno inferiore a forma di cilindro, che serve come contenitore della sostanza attraente e uno superiore a forma d’imbuto che ha la funzione di entrata, la parte superiore si capovolge e s’inserisce nel cilindro fino a far combaciare i due tagli della bottiglia e si fissa sul cilindro mediante punti per cucitrici zenith 548 e 590. Poi sulla circonferenza tagliata si fanno due buchi diametralmente opposti e s’inserisce un filo di ferro che avrà la funzione di manico per appendere la trappola all’albero. A questo punto, la trappola è pronta, manca solo l’esca.

“L’esca ottimale è la birra – spiegano gli specialisti del Cersaa – gli aromi dovuti alla presenza del malto e di altri odori secondari dovuti alla fermentazione e alla maturazione di altri ingredienti, mettano a dura prova persino gli insetti più reticenti. La quantità da inserire dentro la bottiglia varia dai 300 ± 400 cl. e conviene cambiarla ogni settimana perché si ha l’affievolazione dei vapori che attirano gli insetti predatori e non gli insetti utili, oppure una miscela con acqua, zucchero e aceto in proporzioni (100g H2o, 100gr zucchero, 20gr di aceto) anche se altri apicoltori consigliano, per catturare calabroni e vespe che sono carnivori, di inserire nelle trappole il pesce avariato”.

La trappola deve essere appesa al lato sud-est degli alberi a un’altezza di circa 2 metri da terra, dove esiste un ampio spazio di fronte alla trappola. Quando s’incominciano a notare intorno all’apiario qualche calabrone o vespa. A secondo del grado d’infestazione s’installa all’incirca una ogni 500 mq. Se non vi sono catture, la causa deve ricercarsi nelle basse temperature durante la permanenza delle trappole, la mancanza completamente d’insetti predatori o la posizione delle trappole.

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