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Bilancio di Savona: Di Tullio scarica Berruti, il sindaco fa melina

Di Tullio: "Il bilancio è una responsabilità dell'assessore alle finanze e del sindaco". Berruti: "Speriamo nella proroga"

Savona. “Il bilancio è una responsabilità dell’assessore alle finanze e del sindaco, non degli altri membri della giunta. Io mi auguro che entrambi sappiano concludere questo loro incarico con la necessaria chiarezza e determinazione, per il bene dei savonesi e della giunta”.

palazzo sisto

All’apparenza suona come una precisazione superflua: ciascuno ha il proprio incarico e deve portarlo a termine assumendosi la responsabilità dei successi e degli insuccessi. In realtà si tratta di un vero e proprio attacco che nasconde il dissenso per scelte non del tutto condivise e perciò anche una vera e propria spaccatura.

Non le manda a dire, il vice sindaco di Savona Livio Di Tullio. Interrogato da IVG.it su quello che sarà l’ultimo bilancio dell’amministrazione di Federico Berruti, il numero due di Palazzo Sisto risponde cercando di mantenere un certo distacco e una buona dose di diplomazia. Ma le sue poche affermazioni sono più pesanti di quanto si possa immaginare.

“Il bilancio è una responsabilità dell’assessore alle finanze e del sindaco, non degli altri membri della giunta – dice Di Tullio – Io aspetterò di sapere che cosa si intende fare. E’ importante che ci sia estrema chiarezza nei confronti dei cittadini e della giunta”.

Competenze a parte, ci si chiede come sia possibile che il vice sindaco, quindi il braccio destro del primo cittadino, non sia a conoscenza delle decisioni dei suoi colleghi amministratori e non sappia cosa ne sarà dei conti del Comune: “Il vice sindaco ha lavorato sugli argomenti che gli sono stati affidati dal sindaco – precisa Di Tullio – Io non ho l’abitudine di allargarmi su altre parti del lavoro dell’amministrazione”.

Ma c’è la speranza: “Credo che alla fine il bilancio si chiuderà. Questa situazione non fa bene a nessuno, specie alla città visto che ci sono dei rischi per i servizi. Io mi auguro che il sindaco e l’assessore al bilancio sappiano concludere questo loro incarico con la necessaria chiarezza e determinazione”.

Dal canto suo, Berruti resta in stand-by e attende (buone) nuove dal governo: “Se ci fosse una proroga dei termini per l’approvazione del bilancio, io sarei dell’idea di rinviare tutto alla prossima amministrazione – chiarisce il sindaco – Se non ci sarà la proroga, porteremo il bilancio in consiglio”.

“Cinque anni fa – prosegue il primo cittadino – io scelsi di approvarlo molto presto proprio per sottrarre la discussione alla campagna elettorale. Quest’anno non è stato possibile perché il ministero ha fornito dati fondamentali per la stesura del bilancio soltanto il primo di aprile. Per questo motivo i nostri uffici non hanno potuto redigere il documento a gennaio o a dicembre, quando sarebbe stato meglio. Quindi vediamo che succederà: se ci sarà concessa la proroga la useremo, non ci sarà porteremo il bilancio in consiglio”.

Al di là della data dell’approvazione, il prossimo bilancio del Comune di Savona sarà all’insegna dei tagli: “La finanza locale è questa – commenta amaramente Berruti – Credo che le prossime amministrazioni (sia di Savona che della maggior parte dei Comuni medio-grandi) dovranno affrontare dei piani di riorganizzazione dei servizi e anche avviare aggregazioni tra Comuni. I numeri che discendono dal patto di risanamento della finanza pubblica non consentiranno più di procedere come si è fatto in questi anni. Noi abbiamo fatto miracoli: abbiamo raccolto anche risorse importanti fuori bilancio, abbiamo mantenuto un sistema di servizi che nei prossimi anni andrà ripensato. Questo è un tema politico importante: credo che gli enti locali vadano incontro ad un processo di impoverimento da troppi anni. Per quanto ci riguarda, i tagli sono quelli già noti: dovremo predisporre un bilancio con una spending-review importante”.

L’elaborazione del bilancio avviene, all’interno della giunta savonese, in un clima tutt’altro che idilliaco. Tutta colpa delle amministrative del Pd, che hanno lasciato strascichi gravi tra il gruppo dei “ditulliani” e quello dei “battagliani”. Pare che le comunicazioni tra gli assessori siano ridotte ai minimi termini.

“Non è vero che non ci parliamo – smentisce Berruti – Io ero uno dei pochi che avrebbe preferito non fare le primarie: la favola secondo cui sarebbero una passeggiata di salute e non lasciano tensioni è falsa. Tutte le persone di buon senso sanno che sono competizioni serrate e perciò un po’ di tensioni rimangono. Comunque in giunta non ci sono problemi. Abbiamo discusso di due pratiche urbanistiche chiedendoci se era opportuno portarle avanti o no. Certo, sono di competenza di Livio Di Tullio ma devono essere discusse e approvate da tutti, visto che l’amministrazione è una sola”.

La prima pratica, che finirà presto in consiglio, riguarda una variante urbanistica di Zinola: “E’ necessaria affinché l’Autorità Portuale possa indire una gara d’appalto per lavori di riqualificazione del vecchio Scaletto in tempo utile perché siano pronti per l’estate 2017. Se noi avessimo rinviato alla prossima amministrazione sarebbe stato un problema”.

Un’altra pratica, anch’essa di variante, riguarda il Famila di via Nizza: “E’ importante perché consolida una destinazione produttiva di quell’insediamento. Il mio dubbio è verificare se ci siano particolari motivi di urgenza. Vorrei evitare di portarlo in questo consiglio comunale, che dovrebbe essere l’ultimo a parte quelli di bilancio”.

In generale, Berruti sottolinea che “non c’è nessun atteggiamento di ostacolo all’attività amministrativa. C’è una normale valutazione di quello che si può ancora fare entro pochi giorni, visto che fino a 45 giorni prima delle elezioni il consiglio potrà trattare solo pratiche obbligatorie e nient’altro”.

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