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Albenga, respinto il ricorso del “truffatore seriale”: il suo patrimonio resta sotto sequestro

La Corte di Appello ha rigettato l'istanza presentata dal 55enne albenganese. Confermati sequestri e confische

Albenga. La Corte d’Appello di Genova ha rigettato il ricorso presentato dal “truffatore seriale” albenganese Natale Bertinelli, 55 anni, l’uomo sottoposto alla misura di sorveglianza speciale nell’ambito di una vasta inchiesta per truffa condotta dalla Guardia di Finanza di Albenga, che aveva portato alla misura di prevenzione patrimoniale del sequestro e confisca di tutti i suoi beni.

Il ricorso contro le misure di prevenzione personale e patrimoniale è stato respinto anche in secondo grado: il Tribunale di Savona aveva disposto i sequestri e la confisca nel luglio dell’anno scorso.

Perquisizioni e sequestri da parte dei finanzieri erano stati eseguiti ad Albenga, Savona, Santa Margherita Ligure, Piacenza ed altre località italiane presso abitazioni, sedi societarie ed altri luoghi riconducibili a Natale Bertinelli ed a soggetti collegati.

Natale Bertinelli fin dagli anni ’80 ha svolto abitualmente attività illecite, soprattutto quale protagonista di truffe seriali di rilevanti importi, manifestando legami con ambienti criminali e versando il denaro illecitamente guadagnato su conti correnti formalmente intestati a prestanome, ovvero disponendone in contanti.

Le indagini patrimoniali eseguite dalla Guardia di Finanza di Albenga hanno preso in considerazione l’acquisto di beni per circa 800.000 euro avvenuto, negli ultimi anni, mediante somme di “dubbia” provenienza. In particolare, quale presupposto per giungere al sequestro dei beni, le indagini hanno evidenziato la “sproporzione” tra il valore del patrimonio nella disponibilità di Bertinelli anche tramite intestazioni fittizie, ed i redditi dichiarati provenienti da attività economiche lecite.

Proprio sulla base della dimostrata “sproporzione”, il Tribunale di Savona aveva disposto il sequestro dei beni tra cui auto di lusso, quote di società finanziarie e di un noto mobilificio con sedi ad Albenga e Savona, nonché investimenti mobiliari e conti correnti, riconducibili al Bertinelli o intestati a prestanome.

Sequestri e confische confermate oggi dalla Corte di Appello di Genova che ha respinto il ricorso del truffatore. Di recente, a carico del 55enne albenganese, i finanzieri avevano sequestrato anche altri due mila euro in contanti: Bertinelli si faceva dare fatidiche somme di denaro per aprire svariati conti correnti, in Francia e non solo, salvo poi raggirare il creditore con “sotterfugi bancari” intascandosi di fatto il denaro.

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