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Campagna WWF contro l’abbattimento del lupo: “Uccidere non risolve il problema”

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Liguria. “Uccidere il lupo non risolverebbe il problema dei danni alla zootecnia, anzi rischierebbe di aggravarlo”, questa la replica del delegato del WWF per la Liguria, Marco Piombo, alle recenti dichiarazioni dell’assessore all’ambiente, Stefano Mai, in merito all’ipotesi di abbattimenti legali del lupo in Liguria.

“Serve piuttosto un piano regionale per la convivenza con il lupo, specie protetta e salvata dall’estinzione, utilizzando anche le risorse del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 per promuovere investimenti per la prevenzione dei danni alla zootecnia, come hanno previsto altre Regioni”, dichiara il rappresentante regionale del WWF nella sua risposta alla Regione che ha richiesto l’intervento del Ministero dell’Ambiente per consentire la condanna a morte legale del lupo in Liguria.

È infatti in discussione a livello nazionale il nuovo “Piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia”, predisposto dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con l’Unione Zoologica Italiana e il supporto dell’ISPRA. Il Piano è stato presentato alle Regioni il 17 febbraio in una riunione del tavolo paritetico della Strategia Nazionale per la Biodiversità per la discussione tecnica. Accogliendo l’invito lanciato dal WWF Italia, la discussione è stata però aggiornata e sono state chieste ulteriori valutazioni alle Regioni.

“Questo Piano prevede una pericolosa scorciatoia per risolvere i conflitti con le attività zootecniche, soluzione che la Regione Liguria non solo condivide ma avrebbe perfino sollecitato” dichiara Marco Piombo, Delegato del WWF per la Liguria – “per la prima volta dagli Anni ’70 si torna così a parlare di abbattimenti legali del Lupo nel nostro paese”.

Il Piano proposto dal Ministero ha accolto al momento le richieste della Regione Liguria ed introduce la possibilità di derogare al divieto di uccisione, autorizzando l’abbattimento di circa 60 lupi ogni anno a livello nazionale. Una proposta che ha sollevato le proteste si tutte le associazioni ambientaliste ed animaliste mobilitate per contrastare questa ipotesi di caccia di selezione al lupo.

Il WWF ha già scritto nelle settimane scorse al Ministro dell’Ambiente e alle Regioni affinché sia cancellata dal Piano questa possibilità, lanciando anche una petizione online che in 1 mese è stata sottoscritta da oltre 70.000 italiane e italiani e che si può continuare a sottoscrivere sul sito www.wwf.it/soslupo per dire NO all’abbattimento anche di un solo lupo e dire SI ad azioni concrete contro il bracconaggio.

Alla Regione Liguria, che al tavolo paritetico Ministero-Regione si è espressa in favore del Piano, posizione confermata anche dalle recenti dichiarazioni dell’Assessore Mai, il WWF chiede di rivedere la sua posizione favorevole agli abbattimenti del lupo e lavorare insieme a tutti i soggetti interessati per favorire la convivenza con questo predatore. Gli strumenti e le risorse finanziarie per promuovere la prevenzione dei danni non mancano, sono infatti utilizzabili per questo scopo anche le risorse del Programma regionale per lo sviluppo rurale, risorse che l’Unione Europea assegna agli agricoltori – allevatori anche per assicurare la tutela delle specie selvatiche ed habitat protetti dalle Direttive comunitarie.

Ricorrere all’abbattimento di lupi quale risposta a situazioni locali critiche assicura solo un’illusoria e temporanea riduzione dei danni causati alla zootecnia, non risolvendo il problema e non placando i malumori degli allevatori, bensì aumentando in poco tempo la minaccia del bracconaggio. Tutti gli studi più recenti dimostrano, infatti, che l’abbattimento di alcuni esemplari di Lupo, destrutturando i branchi e aumentando la dispersione dei suoi componenti, può determinare nel medio e lungo termine un incremento della predazione sul bestiame domestico. La scorciatoia ipotizzata, quindi, rischia di aggravare, piuttosto che risolvere, il problema della predazione degli animali domestici da parte del lupo.

Il WWF considera da sempre prioritaria la mitigazione del conflitto con la zootecnia, nel solco della coesistenza con i grandi predatori naturali: per questo chiede forti sinergie tra le Istituzioni al fine di attuare efficaci, concrete e diffuse misure di prevenzione. Nel contempo è necessario e urgente contrastare efficacemente il bracconaggio e il randagismo/vagantismo canino.

Per il WWF la bozza del nuovo Piano nazionale sul lupo può e deve essere migliorata attraverso un più ampio ed approfondito dibattito. L’associazione ha per questo evidenziato 6 specifiche azioni da mettere in pratica anche in Liguria per risolvere efficacemente la convivenza tra attività economiche e presenza dei grandi predatori sul territorio: aumentare la lotta al bracconaggio attraverso l’incremento delle pene e delle sanzioni e il potenziamento della vigilanza con l’attivazione di squadre specializzate nella prevenzione e nelle indagini antibracconaggio; aumentare il contrasto al randagismo e affrontare con maggiore determinazione il problema dell’abbandono dei cani per prevenire il fenomeno dell’ibridazione con il lupo; applicare e valutare l’efficacia degli strumenti di prevenzione e protezione dei danni alla zootecnia; garantire un tempestivo e completo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, senza disparità di trattamento tra le diverse Regioni; attuare una seria e costante campagna per la tutela del Lupo con particolare riguardo al ruolo svolto dai mezzi di informazione; avviare un monitoraggio della specie a scala regionale e nazionale per arrivare ad una stima attendibile del numero dei lupi oggi presenti nel nostro paese. Una necessità in particolare per la Liguria in considerazione dei numeri poco attendibili forniti dall’Assessore regionale all’Ambiente nelle sue recenti dichiarazioni.

Ancora oggi il lupo non è fuori pericolo a causa di rilevanti minacce, su tutte il bracconaggio (con fucili, lacci e bocconi avvelenati) che ogni anno colpisce fino al 20% della popolazione, e l’ibridazione, vale a dire l’incrocio con cani vaganti, che in alcune aree supera il 40% degli individui monitorati.

Secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato nel triennio 2013/15 in Italia sono stati trovati morti 115 lupi, e l’esperienza insegna che il numero degli animali ritrovati morti è minore rispetto a quelli realmente uccisi.

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