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Vigili del fuoco: si stabilizza la banda, ma per gli addestramenti dei cinofili discontinui non ci sono i soldi fotogallery

Per il 2016 niente "richiami" per le unità cinofile "precarie": non possono addestrarsi e quindi non potranno intervenire in caso di emergenza

“Fiuto”, “Fiato”. Hanno scelto una foto e queste semplici parole per manifestare il loro disagio, ma soprattutto il loro disappunto. A diffondere l’immagine-denuncia – in particolare attraverso i canali social – sono i vigili del fuoco “discontinui” della componente cinofila, una delle colonne del “soccorso tecnico urgente”, ma allo stesso tempo quella che sembra essere più penalizzata dai tagli operati dal Ministero dell’Interno.

La “goccia” che ha fatto traboccare il vaso della pazienza delle unità cinofile “precarie” è stata la pubblicazione del bando (datata 26 gennaio) per la stabilizzazione di 30 pompieri nella qualità di “orchestrale della banda musicale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”. Un bando, la cui pubblicazione era nell’aria, che è arrivato in concomitamza con la notizia del blocco in tutta Italia dei “richiami” per i cinofili. Un provvedimento che, in sintesi, si traduce con l’impossibilità per le unità cinofile discontinue di partecipare agli addestramenti mensili obbligatori per poter rimanere “aggiornati” e, quindi, operativi.

fiato

La comunicazione del “monte ore” destinato ai richiami per la componente discontinua doveva essere inoltrata entro il mese di gennaio 2016, ma dalla direzione centrale (c’è un ufficio che deve assegnare sulla base delle risorse economiche le ore per le componenti “precarie”) per adesso non è arrivato nulla. Di conseguenza le unità cinofile composte da vigili del fuoco discontinui non possono più partecipare agli addestramenti necessari per allenare i cani. Un disagio enorme che compromette, in caso di emergenza, il corretto funzionamento del soccorso.

La mancata comunicazione dei richiami e la pubblicazione del “bando per la banda”, tra l’altro, arriva a distanza di pochi giorni dalla terribile tragedia di Arnasco dove i cinofili hanno dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, quanto sono preziosi nei casi di crolli e ricerca di persone sotto le macerie. Una vera e propria beffa che da alcuni addetti ai lavori è stata definita un “gesto irresponsabile” perché rischia davvero di compromettere la sicurezza dei cittadini.

Senza la possibilità di addestrarsi ogni mese, infatti, praticamente la metà delle unità cinofile italiane (i discontinui sono 45 su circa 120 unità) dal mese prossimo non saranno più abilitate ad intervenire in caso di emergenza. Anche uno dei cani intervenuti ad Arnasco non sarebbe potuto intervenire perché “precario”. Inoltre bisogna considerare che le unità cinofile della componente “permanente” non sono impiegate “in esclusiva” per interventi svolti insieme ai cani e di conseguenza, in caso di emergenza, c’è il rischio che siano impegnate in altre attività e non possano rispondere subito alla chiamata.

Nonostante i gridi d’allarme lanciati dai cinofili, finora, dal Ministero non sembrano arrivare risposte concrete o rassicurazioni. E, come dimostra la scelta di stabilizzare la banda musicale, la sicurezza non sembra rientrare tra le priorità.

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