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Varazze, il M5S accusa SAT: “Ecco le prime bugie, dicevano che era pronta per iniziare…”

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Varazze. “L’ amministrazione comunale ha affidato il servizio rifiuti in house alla SAT, con il nostro voto contrario in consiglio comunale. Tutto era stato presentato come un’oliata macchina scattante e prontissima ad entrare in azione. Ci era stato detto che c’era stato un gran bel lavoro organizzativo alla base della scelta. Invece…”. A porre il dubbio è il MoVimento 5 Stelle di Varazze, che ancora una volta punta il dito contro la decisione del Comune di non appaltare più a Teknoservice il servizio di raccolta e spaiamento rifiuti ma, a partire dal 1 dicembre 2015, di affidarlo “in house” a SAT diventandone azionista per il 2,66%.

A meno di due mesi dall’inizio del servizio da parte di SAT i punti critici, secondo il M5S, sono diversi. Il primo: “Leggendo il capitolato speciale, all’art.3 troviamo che ‘la ditta aggiudicatrice dovrà attivare dal 01-01-2016 un centro di conferimento comunale al quale potranno accedere gratuitamente i residenti del comune di Varazze’. Ma poi leggiamo (determina 1993 del 31-12-2015) che la SAT il 21-12-2015 ha avvisato il comune di dover ancora avviare la pratica autorizzativa per il nuovo centro di raccolta. Bene. Anzi, male. Non era tutto pronto? Ma cosa aspettavano? Dalla lentezza della cosa, non parebbe che SAT abbia preso a cuore Varazze. Sembra, inoltre, che il centro di raccolta sarà una porzione dell’ex cartiera. Davvero molto comodo per i varazzini!”.

Sotto accusa finisce anche il discorso legato ai rifiuti ingombranti. “Ricordiamo benissimo – accusa il M5S – che, alla riunione al palazzetto, l’ass. Bacino rispose ad una nostra domanda, affermando come il ritiro degli ingombranti da abitazione sarebbe rimasto gratuito. Peccato che il capitolato dica il contrario, in quanto all’art. 37 leggiamo che ‘a far data da 01-03-2016 il servizio diventerà oneroso, cioè a carico dell’utente’. Non l’avevano detto all’assessore?”.

C’è poi la questione legata ai cassonetti. “All’art.23 del capitolato leggiamo: ‘l’appaltatore a sua cura e spesa dovrà provvedere al posizionamento dei cassonetti stradali per la raccolta differenziata di carta e plastica garantendo almeno le volumetrie ad oggi presenti in ogni singola postazione’. Considerando che i cassonetti per la raccolta carta e plastica sono tutti ancora marchiati Tecknoservice (la vecchia ditta), vorremmo sapere se per caso sono stati acquistati da SAT perché SAT non aveva suoi cassonetti a disposizione (e quindi non era pronta) oppure se sta usando raccoglitori non suoi (e quindi non era pronta)”. Stesso discorso riguardo ai mezzi: “Considerando che tra quelli che girano per la città non se ne vede uno marchiato SAT, potrebbero essere allora vere le voci di paese. Si mormora che SAT li abbia affittati temporaneamente. Se fosse vero, allora anche in questo caso forse non era tutto così pronto”.

Ultimo punto, le “isole sommerse”. “All’art.24 si legge: ‘a far data da 01-03-2016 non verranno più utilizzate le isole sommerse di Corso Colombo e Piazza Dante’. Purtroppo l’assessore Bacino aveva assicurato che sarebbero state soppresse tutte le isole sommerse della città, cioè sei”.

“Tutte queste magagne sono semplici incomprensioni tra il comune e l’azienda oppure i nostri dubbi erano fondati? – si chiede il MoVimento – Pensiamo che il buon senso dica altro: quando hai solo il 2,66% delle azioni SAT, difficilmente sarai protagonista a casa tua… Più facilmente farai da comparsa e dovrai più accettare che pretendere dai tuoi ‘dipendenti’. E se il buongiorno si vede dal mattino…”.

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