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Varazze, è lite sul retroporto: la minoranza lascia il consiglio comunale, “Arroganza mai vista”

Troppe modifiche alla pratica e solo 5 minuti per valutarle: queste le accuse dei tre gruppi di minoranza al sindaco Bozzano

Varazze. “Ieri sera in consiglio comunale la sola maggioranza si è approvata una pratica con una arroganza mai vista in 10 anni di consiglio comunale… a Varazze si ledono i principi della partecipazione democratica per manifesta incapacità amministrativa”. Parole dure, durissime, quelle utilizzate da Gianantonio Cerruti per descrivere quanto accaduto durante il consiglio comunale di ieri sera, quando tutti e tre i gruppi di minoranza (“Varazze la tua città”, Movimento 5 Stelle e “AmoVarazze”) sono usciti dall’aula per protesta. Motivo del contendere, come già preannunciato ieri, il tema del retroporto.

“All’inizio della seduta – raccontano i tre gruppi in un comunicato congiunto – in occasione della discussione della pratica riguardante la modifica della convenzione attuativa delle aree del retroporto, l’assessore all’urbanistica ha consegnato brevi manu ai consiglieri di minoranza un atto modificativo e integrativo della convenzione stessa profondamente modificata rispetto a quello consegnato e discusso durante la commissione urbanistica e territorio del 30 dicembre. I consiglieri di opposizione, sbalorditi di fronte ad un atteggiamento così irrispettoso, hanno da subito avanzato la richiesta di sospensione del consiglio e il ritiro della pratica in discussione, per valutare attentamente le modifiche sostanziali apportate all’atto in questione”.

“Il sindaco, in qualità di presidente del consiglio comunale, ha dapprima negato la sospensione della seduta – spiegano le minoranze – dopodichè ha concesso, di fronte alle accese rimostranze delle opposizioni, una riunione di 5 minuti dove i capigruppo di minoranza avrebbero dovuto valutare nel dettaglio le modifiche apportate. I consiglieri di opposizione, impossibilitati a valutare tali e tante modifiche sostanziali per un atto così importante per il futuro della città, hanno nuovamente richiesto all’unanimità la sospensione del consiglio e il ritiro della pratica. Il sindaco non ha concesso tale giustificata richiesta ledendo i principi di partecipazione democratica. A seguito di tale atteggiamento la minoranze hanno abbandonato l’aula per protesta”.

A finire sotto accusa è ovviamente anche il “merito” della pratica. Agli attacchi di ieri di Paola Busso e Davide Petrini e di Gianantonio Cerruti si è aggiunto quello del Movimento 5 Stelle: “Forte coi deboli e debole coi forti, così possiamo riassumere quello che a Varazze era già accaduto col porto e l’area del ex cotonificio anni fa e che ieri si è ripetuto col retroporto in consiglio comunale. Nessuno riesce a dire ‘No’ al grande costruttore privato e ai suoi interessi, chicchessia il vincitore delle elezioni. Anche questo sindaco e questa maggioranza ieri si sono chinati davanti alle richieste del privato”.

“Non di tratta questa volta però del solito dilazionamento del pagamento degli oneri, già più volte chiesto – continuano dal M5S – Ben più grave è la questione: il Comune ha autorizzato lo ‘spezzatino’ e quindi permetterà che, di tre lotti, si inizi a costruire solo il lotto 2, ossia la parte che interessa al privato, quella con vista mare, una torre di otto piani e tanti micro appartamenti. Nessun lavoro inizierà né nessuna garanzia è stata data o chiesta, invece, per la realizzazione del lotto 1, cioè la parte che interessa la città e che dovrebbe ospitare più degnamente i Vigili del Fuoco, la CRI, la protezione civile e una struttura sportiva. Non è stato neppure chiesto di riavere almeno indietro il nostro campo sportivo, dato gratuitamente e rimasto inutilizzato”.

“Insomma, è stato confezionato un imbarazzante pacco regalo – è l’accusa del M5S – Imbarazzante perché troppo grande e sospetta è stata l’assurdità della sottomissione del comune di fronte al ‘forte’. Troppo evidente è stata la mancanza di coraggio nell’ammettere che il molto ambizioso progetto edilizio del retroporto, respinto dal mercato da anni, è stato un errore, risultando di fatto irrealistico. Ma sopratutto imbarazzante perché solo uno sprovveduto ieri non poteva non capire che, con quella decisione, il rischio di vedere realizzata solo la parte speculativa del progetto, senza avere in cambio null’altro che briciole, sarebbe diventata altissima.

“Se aggiungiamo che, per valutare una importante modifica dell’ultimo minuto della pratica, sono stati concessi solo 5 minuti alle opposizioni, il quadretto del ‘forte coi deboli’ è diventato ancora più definito – conclude il M5S – Siamo nel periodo dei saldi, ma una così umiliante svendita sottocosto la città non la meritava”.

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