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Varazze, Busso e Petrini all’attacco sul retroporto: “Pratica da ritirare”

Varazze. Nel consiglio comunale di oggi verrà affrontata la modifica e l’integrazione della convenzione relativa alla zona del retroporto (T1C e T1A1) che comprende il Campo “Pino Ferro” e la zona attualmente dismessa ed abbattuta su cui sorgeva la sede della Croce Rossa e gli edifici dell’ex conceria.

“La pratica presentata in consiglio dalla maggioranza del sindaco Bozzano va ad esaudire i desideri del costruttore – accusano i consiglieri di minoranza Paola Busso e Davide Petrini – cancellando però completamente le garanzie che tutelavano gli interessi pubblici, primo fra tutti la realizzazione di una cospicua porzione delle opere di urbanizzazione”.

“I cittadini di Varazze, dopo aver sopportato per anni una serie di macerie, vogliono certamente veder partire i lavori in quell’area – dicono i due membri di ‘Varazze la tua città’ – ma vogliono anche avere la sicurezza che vengano terminati e che l’area in questione non resti incompiuta. La pratica in questione è stata presentata in modo frettoloso e prevede una dilazione degli oneri che il costruttore deve versare al Comune, cosa sulla quale è comprensibile si debba trattare visto il periodo di forte crisi del settore edile, ma il vero problema è che questa modifica riguarda una parte sola delle opere da realizzare, il cosiddetto lotto 2 (la stecca di abitazioni nella zona dietro al porto). Nessuna assicurazione è prevista sul lotto 3 (vecchie concerie), area maggiormente delicata in quanto prima della realizzazione di qualsiasi opera è necessaria la bonifica del terreno, inquinato dalla vecchia attività industriale”.

“La pratica non è nuova, era già stata portata in consiglio nel 2014 dal sindaco Delfino e proprio l’allora consigliere di minoranza Bozzano aveva richiesto che il costruttore garantisse totalmente l’opera nel suo complesso con fidejussione bancaria, non accettando semplicemente quella assicurativa – ricordano Busso e Petrini – Questa garanzia, assolutamente opportuna, se non obbligatoria in termini di legge, viene del tutto ignorata nella pratica presentata dallo stesso Bozzano e dalla sua maggioranza”.

“Oggi, nella posizione di sindaco – proseguono – fa certo scrivere che è necessaria fideiussione bancaria ma solo sugli oneri del lotto di cui verrà iniziata la costruzione mentre se intorno resterà tutto incompiuto per i cittadini di Varazze non ci sarà alcuna garanzia! È vero che solo gli stupidi non cambiano mai idea, ma sarà questo il caso?”.

“Di fronte a queste mancanze il nostro gruppo ‘Varazze la tua città’ non può semplicemente votare contro ma deve innanzitutto chiedere al sindaco di ritirare una pratica che se approvata sarà dannosa per la città – chiariscono quindi i due consiglieri – Inoltre è necessario che il sindaco Bozzano dica alla città cosa sorgerà sull’area del Campo ‘Pino Ferro’, il PUO (cioè il piano urbanistico operativo attuale) prevede che lì venga realizzato un centro natatorio, ma il sindaco ha più volte detto che questa non è ciò che avverrà senza però dire come e quando l’accordo che continua a portare avanti verrà modificato”.

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