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“Siamo dell’Italgas, ricorda la fuga di ieri?”: a Savona i truffatori cavalcano la cronaca, anziana derubata

Il giorno dopo i sei intossicati di Lavagnola due falsi tecnici entrano in casa di una donna e portano via 700 euro e una collana d'oro

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Savona. E poi si dice che i sistemi per truffare sono sempre i soliti. Certo, in fondo è vero: si prende di mira qualche anziano, ci si finge incaricati di qualche azienda e si colpisce approfittando di fiducia e debolezza di chi ci è davanti. Se ai “soliti sistemi”, però, si unisce un’attenzione per la cronaca che permette di risultare ancora più credibili, allora per la povera vittima non c’è scampo.

E’ quanto accaduto questa mattina a Savona, dove due truffatori sono riusciti a derubare un’anziana di 700 euro in contanti e una collana d’oro. Per entrare in casa, infatti, hanno fatto leva su un episodio di cronaca avvenuto ieri notte, ossia la fuga di gas che ha intossicato 6 persone (tra cui tre bambini) nel quartiere di Lavagnola. Una notizia che nella città della Torretta ha fatto molto rumore, finendo su tutti i giornali.

Inevitabile quindi per la povera Maddalena (nome di fantasia) credere ciecamente a quegli uomini che le bussano alla porta spacciandosi per tecnici dell’Italgas: “Ha sentito della fuga di gas di ieri? Stiamo controllando tutto il quartiere, dobbiamo fare delle verifiche perché anche altri palazzi sono a rischio”. E così Maddalena apre, e gli uomini iniziano il suo “lavoro”. Le fanno aprire tutti i rubinetti del gas, finchè sentenziano: “Qui c’è una perdita”.

Ed è a questo punto che scatta la trappola: un truffatore finge di andare in camera da letto per telefonare al “collega di sotto” in modo che controlli in qualche modo quella perdita, ma durante la “telefonata” perquisisce rapidamente la stanza sottraendo 700 euro in contanti (quanto restava della pensione, prelevata pochi giorni fa) e una collana d’oro.

Poi, non contento, il ladro mette in atto l’ultima parte del piano, quella volta a garantirsi la fuga. Prima chiude a chiave la camera (sempre per “ragioni di sicurezza”), quindi nasconde la chiave e se ne va. Così, una volta “sceso di sotto dal collega” (in realtà, ovviamente, in fuga dopo il colpo), la donna viene assalita dai primi dubbi, ma non riesce ad aprire la stanza per diversi minuti e quando finalmente ritrova le chiavi (nascoste dietro un vaso) e scopre il furto, i “tecnici” sono lontani.

Sul caso indaga ora la Polizia di Stato, anche se sarà difficile risalire all’identità dei malviventi. Il fatto che siano arrivati ad elaborare una simile strategia potrebbe dipendere anche dalle continue campagne “antitruffa” avviate dalle forze dell’ordine che hanno permesso alle potenziali vittime, soprattutto anziane, di alzare le loro difese diffidando di fantomatici “tecnici” o “addetti”. E così, per riuscire a far abbassare loro la guardia, ora i truffatori usano la componente emotiva dettata dalla cronaca per far leva sulla paura delle loro vittime.

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