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Scuola al sabato, la vittoria del Chiabrera. Rifondazione: “Vicenda incredibile”

Nel mirino la Provincia: "Altro che amministrazione di sinistra..."

Savona. “Il TAR dà ragione alle scuole che rivendicano ancora una autonomia in fatto di didattica e la Provincia chiude i riscaldamenti. Nel 2016 dell'”Italia che corre” di Renzi, questa che potrebbe sembrare il classico scherzo di carnevale è invece una triste realtà”. In un clima ormai da piena campagna elettorale arriva l’affondo di Rifondazione Comunista nei confronti del Pd e della gestione a livello provinciale delle scuole superiori.

Nel mirino finiscono il consigliere delegato alla scuola di Palazzo Nervi, Federico Larosa e la stessa presidente della Provincia Monica Giuliano: “Il Liceo “Chiabrera” di Savona aveva presentato ricorso al TAR ,dopo aver trattato a lungo con l’amministrazione provinciale per l’apertura al sabato della scuola, e oggi la sentenza è favorevole per l’Istituto, ma la Provincia in totale spregio della sentenza la boicotta, lasciando studenti e personale al freddo. Una vicenda incredibile che lascia amareggiati, anche perché arriva da una amministrazione che non perde occasione per proclamarsi di sinistra” afferma Valeria Ghiso, Referente Politiche della Conoscenza del Prc savonese.

“Noi diciamo che non è di sinistra tagliare continuamente fondi alle scuole pubbliche e continuare ad elargire fondi alle private; non è di sinistra ostacolare di fatto una frequenza regolare anche agli studenti pendolari, non è di sinistra lasciare che l’istruzione pubblica decada in questo modo fino ad eliminare i servizi essenziali”.

“Anche Il rapporto OCSE presentato il 24 novembre al Miur rivela, con l’incontestabile pesantezza dei numeri, il disastro provocato da anni di tagli feroci, di precarizzazione e aziendalizzazione di settori strategici come quelli della formazione e della ricerca: risultano meno iscritti all’Università, meno docenti, meno laureati e diplomati, più giovani espulsi dal sistema d’istruzione e senza lavoro, insegnanti ancora in buona parte precari e pagati malissimo. Questi numeri significano classi affollate, scuole degradate, insicure e senza fondi, mancanza di continuità didattica, restrizione delle materie formative e degli indirizzi, impossibilità crescente di rispondere al diritto allo studio e alla rimozione delle disuguaglianze” spiega l’esponente di Rifondazione.

“La presidente Monica Giuliano che spesso si lamenta della pochezza delle risorse a disposizione, si renda disponibile a trovare ulteriori risorse per evitare l’ennesima brutta figura che non le fa onore, invece di impugnare la sentenza. Altrimenti prenda atto del fallimento del governo e delle amministrazioni locali dello stesso colore come la sua, specialmente sulle politiche sociali e dell’istruzione, che dovrebbero invece essere il cavallo di battaglia della Sinistra”.

“Questa incredibile vicenda a livello locale rafforza sempre più la nostra motivazione a tenere alta la mobilitazione della scuola. Bisogna rialzare la testa, rinnovare il contratto e salvaguardarlo a tutti i livelli, mettere a disposizione risorse strutturali, smettere di finanziare le scuole paritarie e costruire le condizioni per abrogare le nefandezze della legge 107, detta della “Buona Scuola”, attraverso un referendum” conclude.

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