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Scoperto un dipinto del ‘500 in un rudere abbandonato alla periferia di Cairo Montenotte fotogallery

E' un affresco che raffigura la Madonna con il Bambin Gesù e i santi San Sebastiano e San Rocco, ricorda la peste in Val Bormida

Cairo Montenotte. Un dipinto religioso, datato fine Cinquecento, affrescato su una parete di un casa abbandonata della Val Bormida savonese. E’ la sensazionale scoperta fatta da due “Indiana Jones” nostrani, Claudio Arena e Christian Alpino. Qualche giorno fa in una delle loro tante ispezioni tra ruderi e vecchi manufatti si sono imbattuti in un qualcosa di straordinario e unico.

affresco cairo

In una zona periferica di Cairo Montenotte, hanno localizzato una vecchia cascina in pietra, stile epoca del sec XVI e XVII. Un manufatto probabilmente passato in eredità da famiglia a famiglia, per essere poi stato definitivamente abbandonato. 

affresco cairo

Un edificio che oggi presenta dei vistosi cedimenti, con profonde spaccature sul tutto il lato Nord-Ovest, parte del tetto tra l’altro è crollato e ovviamente l’abitazione è circondata e assediata da piante arrampicanti e rovi. Incuriositi, comunque dall’antichità dell’edificazione i due amici di “Savona Sotterranea” hanno deciso di fare un più accurato sopralluogo all’interno. Qui, su una parete dell’abitazione priva di qualsiasi suppellettile, è stato scoperto un affresco che misura 146 centimetri per 140 centimetri compreso di cornice larga 14 centimetri sempre intonacata e a rilievo. 

“I pigmenti, lo stile e la raffigurazione ci hanno subito fatto capire l’importanza di questa scoperta – spiega Claudio Arena – Ci siamo trovati di fronte ad una rappresentazione di due Santi posti ai lati, partendo da sinistra, S Rochvs (San Rocco) e S. Sabastianvs (San Sebastiano ) all’estrema destra, con al centro protagonisti, la Madonna e il bambino Gesù”.  

San Rocco raffigurato sulla sinistra, è il pellegrino e taumaturgo nonché il Santo più invocato, dal Medioevo in poi, e considerato il protettore dal terribile flagello della peste. Si individua facilmente, dalla ferita in vista sulla coscia (da peste ) e dal volto raffigurato nell’ immaginetta cucita sul mantello rosso. Spesso viene raffigurato con un cane ai piedi.

San Sebastiano è stato un militare romano,martire per aver sostenuto la fede cristiana, è raffigurato legato a un sostegno, normalmente un albero, e trafitto da frecce. In pratica si fa il difensore verso il male. Nell’affresco troviamo altri due elementi molto particolari, che ci parlano: un uccello nero, (probabilmente il corvo ) questo a simboleggiare la morte, ma essendo raffigurato dall’artista appeso a testa in giù, si deduce la sconfitta della morte, in questo caso la peste.

Altro simbolo, si trova in mano a Gesù Bambino, un altro volatile legato e tenuto da una cordicella, questo a simboleggiare l’aiuto, la speranza di una nuova vita, speranza e crescita, in contrasto con il corvo”. I due Indiana Jones scoprono che a Cairo Montenotte nel 1599 ci fu la peste il terribile flagello che già stava facendo vittime in ogni luogo di Europa, tanto che si rendeva necessario erigere la cappella di San Rocco fuori le mura per effettuare riti funebri.

La peste poi si riaffacciò dal 1630 e con furore ancora maggiore della precedente. “Questo elemento ci fa ritenere, oltre agli altri indizi, che l’affresco sia stato fatto durante o immediatamente dopo questo flagello di fine 500 – dice Claudio Arena – La possibilità è che nella abitazione, potesse abitare qualche persona miracolata ma facoltosa, da permettersi un dipinto quale ringraziamento, ma anche che prima vi potesse essere una zona di culto, e quindi poi il dipinto inglobato nella successiva edificazione. Va segnalato un dipinto della stessa epoca, unico nel suo genere, affrescato nella parrocchia di Sant’Andrea a Brescia”.

L’ubicazione della cascina è stata tenuta segreta: è stata fatta una denuncia di scoperta al Comune di Cairo Montenotte e Soprintendenza beni Archeologici della Liguria. Tutto questo per sollecitare anche un immediato recupero e nuova collocazione. “Lo stato dell’ edificio, è nostro parere, non potrà rimanere a lungo integro”.

Commenti

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  1. Scritto da Pietro Pollini

    Chissà se altri, prima di loro, lo avevano notato, senza esporsi…