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Savona, Museo Archeologico: il consigliere Aschiero presenta interpellanza

Savona. Interpellanze sulle modalità di gestione del bando ed assegnazione dell’affidamento del Museo Archeologico e sui lavori di restauro del Complesso monumentale della Campanassa. A presentarle a Palazzo Sisto è stato il consigliere comunale di Api-Udc Giampiero Aschiero.

“Considerato che il giorno 15 ottobre è stato impedita in sede di III Commissione consiliare l’audizione della Consulta per il Priamàr sugli indirizzi tecnico – politici del bando gara per l’affidamento del servizio di gestione del Museo Civico Archeologico e premesso che in data 5 novembre 2015 si è svolta l’apertura e lo spoglio delle offerte per la gara per l’affidamento del servizio di gestione del Museo Civico Archeologico, vogliamo alcuni chiarimenti” spiega Aschiero.

“Come mai nel bando manca una clausola per cui il concessionario sia tenuto a possedere i requisiti di qualificazione culturale e professionale, la conoscenza sul territorio e una professionalità adeguata; e anche una clausola che riconosca un punteggio adeguato nel caso che il concessionario sia in grado di incrementare le collezioni archeologiche e i pannelli esplicativi del Museo Archeologico grazie alle campagne di scavo archeologico condotte dal concessionario sul Priamàr e in altri luoghi della Città. Mancano anche indicazioni sulla qualificazione degli ‘operatori museali’, mentre sappiamo che dovrebbe essere richiesta una figura che viene specificatamente diplomata dalla laurea di primo livello (triennale) del corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali” si legge nell’interpellanza.

“Manca ogni forma di tutela per il personale attualmente impegnato, che ha acquisito in questi anni una elevata professionalità. La mancanza di un punteggio a favore del concorrente che ne avesse garantito l’assunzione (nel Bando di gara indetto nello scorso mese di agosto per la gestione del Museo Archeologico del Comune di Finale si assegnavano addirittura 10 punti) penalizza l’attuale gestore che, dovendo per contratto mantenere il proprio personale (a costi più elevati per l’anzianità acquisita), non può gareggiare a parità di condizioni con altri concorrenti. Tra l’altro il mantenimento del personale attuale sarebbe stato un importante elemento di continuità e di valorizzazione delle professionalità maturate, a tutto vantaggio del Civico Museo Archeologico e dei suoi visitatori” prosegue il consigliere di Upi.

Per quanto riguarda l’esito della gara il consigliere avanza dubbi sulla legittimità: “Mi chiedo se l’ammissione del Raggruppamento Cooperativa Archeologia – A.R.C.A. Coop Culturale, risultato vincitore, in merito alla dichiarazione relativa a condanne penali (punto VII, a – 3 del modello di Dichiarazione unica allegata all’istanza), lo sia avendo la presidente della Cooperativa Archeologia Susanna Bianchi subita una condanna con sentenza di secondo grado, nel febbraio dell’anno 2015, confermata in terzo e ultimo grado, in Cassazione, nel gennaio 2016”.

“Come mai non si dà peso all’attività di ricerca proposta dall’IISL, attività assolutamente indispensabile per un museo archeologico. E’ proprio l’attività di ricerca l’elemento forte del museo savonese, che ha potuto così profondamente rinnovarsi in questi anni e costituire un centro di ricerca a livello universitario, come confermato dalla massiccia adesione da parte del mondo accademico che chiede al Comune di recedere dalle decisioni prese e mantenere il Museo savonese come centro di eccellenza”.

“Nella valutazione delle ‘attività specifiche che saranno poste in essere per la gestione del servizio’ è stata evidenziata solo una minima parte delle proposte presentate dall’IISL: si tratta di ben 18 distinti interventi, fra cui la realizzazione di una video guida per la visita al percorso museale e al complesso del Priamàr, totem interattivi multimediali, un plastico ed exhibit multimediale, un video sul complesso del Priamàr, la Biblioteca specializzata di oltre 4000 volumi, l’impegno per proseguire l’attività di ricerca archeologica a costo zero per il Comune (da cui deriva l’indispensabile arricchimento del patrimonio museale esposto), la realizzazione di stages e tirocini formativi con l’Università, l’informatizzazione del patrimonio archeologico e l’importante e impegnativo progetto di informatizzazione dell’intero patrimonio cartografico relativo alla fortezza del Priamàr”.

“Ben poco viene riferito, nel verbale, sulle numerose visite guidate programmate, liquidate con questa sola indicazione: ‘Viene prevista una visita guidata con cadenza bimestrale gratuita per i residenti’. In realtà nel progetto dell’IISL si parla di distinte visite ‘bimensili’ e non ‘bimestrali’ sia ‘Museo ed alle aree archeologiche’, sia al ‘Complesso monumentale del Priamàr e alle testimonianze della città medievale’ oltre alle già collaudate visite al Priamàr sotterraneo” conclude Aschiero.

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