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Savona, le Sentinelle in Piedi in piazza Mameli: “No alle unioni civili per dire sì alla famiglia” fotogallery

Sessanta persone hanno "vegliato" in difesa della famiglia tradizionale: "Equiparare unioni civili e matrimonio mina le fondamenta della famiglia"

Savona. Sono circa una sessantina le “sentinelle in piedi” che si sono ritrovate oggi alle ore 17 in piazza Mameli a Savona per “vegliare” in silenzio contro l’approvazione del ddl Cirinnà sulle unioni civili. Una risposta al flash mob di ieri di Apertamente, nel quale centinaia di savonesi si sono ritrovati in piazza Sisto IV per “svegliare Savona” sul tema delle coppie omosessuali.

sentinelle in piedi savona

La veglia savonese arriva il giorno dopo quella di Genova, in piazza della Vittoria, e in tante altre città italiane. “Noi diciamo sì alla famiglia, perché non si dice no a nessuno – ha puntualizzato la referente savonese delle Sentinelle in Piedi, Franca Furlanetto – l’unico ‘no’ grande lo diciamo a un disegno di legge che all’interno contiene implicitamente un’apertura al cosiddetto ‘utero in affitto’, una pratica che riteniamo veramente abominevole“.

Il tema caldo, infatti, è quello che riguarda i figli. “I bambini sono inconsapevoli: non sono un diritto, ma hanno dei diritti – spiega Furlanetto – ‘stepchild adoption’ è un termine incantevole perché è inglese, ma nasconde implicitamente il levare mamma, papà o addirittura entrambi i genitori a un bambino che diventa a tutti gli effetti un ‘diritto’ e non un ‘avente diritto'”.

sentinelle in piedi savona

Quando al riconoscimento delle coppie omosessuali, il concetto è chiaro: “Il matrimonio è riconosciuto dalla Costituzione fra uomo e donna. Il ddl Cirinnà in tutto e per tutto equipara le unioni civili al matrimonio, snaturandolo e togliendo le fondamenta di quella che è la famiglia”. Il che, avverte Furlanetto, non significa negare il diritto di una coppia gay ad essere riconosciuta, ma con strumenti diversi da quelli proposti: “Il giusto approccio sarebbe non far passare questa legge e trovare altre soluzioni, che credo siano anche già state presentate, per il riconoscimento dei diritti personali, delle persone“.

La manifestazione di oggi, teoricamente, non era pensata come “contromanifestazione” di risposta a #SvegliatiSavona (lo è diventata a causa della concomitanza), ma come modo per “scaldare i motori” in vista del Family Day, l’appuntamento nazionale del 30 gennaio a Roma. “Sono arrivate numerosissime le adesioni da tutta Italia – annuncia Furlanetto – queste piazze erano semplicemente un modo per prepararsi per partire, tutti, verso il Circo Massimo”.

Commenti

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  1. Scritto da Enrico Guidotti

    Chissà a nome di chi la Paita aveva donato 30 mila euro al Gaypride, con tutto il rispetto possibile per la manifestazione.