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Savona, delitto di via Cimarosa: Addaji condannato a 10 anni e 8 mesi video

Abdellaziz Boussedra, cugino della vittima, accusato di rissa, ha invece patteggiato

SavonaE’ stato condannato alla pena di 10 anni e 8 mesi di reclusione in abbreviato: questa la sentenza emessa questa mattina in Tribunale a Savona nei confronti di Mohamed Addaji, il tunisino di 39 anni, in carcere con l’accusa di aver ucciso lo scorso 17 luglio il connazionale Salah Boussedra nel corso della rissa scoppiata in via Cimarosa a Savona.

Accolte in pieno, quindi, dal giudice Fiorenza Giorgi, le richieste dell’accusa, con il pm Daniela Pischetola che aveva chiesto una condanna a 10 anni per il tunisino.

L’altro imputato nel procedimento penale, Abdellaziz Boussedra (difeso dall’avvocato Colombo), cugino della vittima, accusato di rissa, ha invece patteggiato una pena di 2 anni e 8 mesi di carcere.

Addaji, difeso dall’avvocato Lucrezia Novaro (coadiuvata dalla collega Elisa Corda) doveva rispondere di omicidio preterintenzionale: dal quadro accusatorio era infatti emerso che da parte sua ci fosse la volontà di ferire il connazionale ad un braccio, quindi non in una zona potenzialmente mortale. Come aveva accertato il medico legale Marco Canepa, il fendente aveva però reciso l’arteria brachiale provocando un’emorragia fatale per la vittima.

Nel processo l’imputato ha solo ammesso di aver colpito con una bottigliata in testa il cugino della vittima, senza mai confessare di aver ferito mortalmente Salah Boussedra. Il legale difensore dell’uomo, Lucrezia Novaro, ha già annunciato che farà appello rispetto alla sentenza di primo grado.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la discussione tra i tre tunisini era scoppiata per un motivo banalissimo: una sigaretta. Mohamed Addaji l’aveva chiesta ad Abdellaziz Boussedra che però si sarebbe rifiutato di dargliela (“Non me lo devi chiedere così, ma con altri modi” sarebbe stata la risposta). A quel punto tra i due si era scatenato un acceso diverbio che ben presto era degenerato: Addaji avrebbe infatti colpito con una bottigliata sulla testa Boussedra, un gesto che, di fatto, aveva scatenato la rissa. La vittima era infatti intervenuta in difesa del cugino e con lui aveva iniziato a colpire il rivale.

Come confermano anche le telecamere di videosorveglianza dello stabilimento balneare Bagnarci i tre si erano azzuffati davanti al bar Paradiso, finendo anche contro una vettura parcheggiata. Poi Addaji, inseguito dai due cugini, era scappato dentro ai bagni dove si era scatenato il finimondo: i tunisini continuavano a tirarsi oggetti e spintonarsi in mezzo ai clienti del locale terrorizzati. All’improvviso Salah Boussedra, che era già ferito mortalmente, era svenuto per terra, Mohamed Addaji era riuscito a scappare attraverso la spiaggia (i carabinieri lo avevano intercettato poco dopo mentre cercava di nascondersi sul litorale, all’altezza del supermercato Famila), mentre il cugino della vittima invece era andato ad accasciarsi davanti al bar Paradiso dove poi era stato soccorso.

Commenti

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  1. Scritto da yogsototh

    dieci anni per aver ammazzato una persona complimenti alle leggi italiane…se ero io buttavano via la chiave invece poverino addaji fa più pena lui….