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Regione, rinviata la commissione d’inchiesta su Arte proposta dal M5S. Melis: “Il partito unico getta la maschera”

Melis ironico: "Fare luce sul bilancio della Regione e sull’ambigua gestione dei suoi immobili? No, grazie"

Regione. “Fare luce sul bilancio della Regione e sull’ambigua gestione dei suoi immobili? No, grazie”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Melis commenta il rinvio della commissione d’inchiesta proposta dal suo gruppo circa su Arte Genova.

“Al momento del dunque – osserva Melis – il Partito Unico getta la maschera e svela il suo vero volto, rifiutando compatto l’istituzione della commissione speciale d’inchiesta proposta in Commissione I dal MoVimento 5 Stelle su Arte Genova, oggetto di una sciagurata cartolarizzazione di 103 milioni di euro di debito del comparto sanità che, di fatto, ha portato la società partecipata al tracollo finanziario”.

“Un ‘delitto perfetto’ avviato dall’allora giunta Biasotti con la contrazione di mutui derivati tramite Nomura International e completato dalla ditta Burlando e Rossetti con lo spostamento di oltre 100 milioni di euro su Arte Genova, costretta con una legge ad hoc anche ad acquistare beni immobili regionali che ora non riesce più a vendere. Per portare a termine l’operazione, la Regione ha continuato indebitarsi con istituti come Nomura, ma anche Merrill Lynch, che avevano al loro interno titoli tossici”.

“Eppure, secondo maggioranza (Forza Italia e Lega in testa) e (finta) opposizione del Pd, non ci sono gli estremi per una commissione d’inchiesta. Maggioranza ed ex maggioranza respingono uniti la nostra proposta, rimandando la palla agli uffici tecnici e rispedendo il caso in Commissione V Controlli, forse spaventati da ciò che un’inchiesta seria porterebbe alla luce. Ma in questo modo negano la possibilità di portare a termine il secondo e, forse, più importante obiettivo della nostra proposta: ovvero ipotizzare soluzioni per l’edilizia sociale il cui costo non ricada, ancora una volta, sulle tasche dei cittadini. La Commissione Controlli non ha, per sua natura, gli estremi per entrare nel merito e formulare proposte e soluzioni, che è l’aspetto che più ci sta a cuore quando parliamo del caso Arte”.

“Un rinvio così secco e monolitico – prosegue Melis – ci convince ancora di più che stiamo scavando nella direzione giusta e ci spinge a insistere per scoprire cosa c’è davvero dietro la sciagurata operazione Arte. Dubbi peraltro confermati anche dalla stessa Corte dei Conti, che aveva bocciato alcune voci del bilancio 2014 della Giunta Burlando”.

“Se dal Partito Democratico ci attendevano un atteggiamento reticente e difensivo, ci ha sorpreso constatare come la maggioranza di centrodestra, al primo vero banco di prova della trasparenza, abbia messo su le barricate. Non sarà mica che Toti teme di veder saltare un coperchio che metterebbe in luce eventuali responsabilità dell’allora Giunta Biasotti. Se è vero, come ripetono ad ogni piè sospinto, che il #vento è cambiato, approfittino di quest’occasione per dimostrarlo coi fatti e non solo a parole. La Liguria si cambia con le azioni concrete, non con gli hashtag”.

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