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Noli, causa per via Belvedere: risarcimento da 7,7 milioni per i condomini foto

A sei anni dallo sgombero la causa civile ha riconosciuto le responsabilità per quattro soggetti: i palazzi dovranno essere consolidati e ripristinati

Noli. Il giudice Fiorenza Giorgi, nel motivare la sua sentenza di non luogo a procedere sulla vicenda della “frana” di via Belvedere, aveva riconosciuto che le conclusioni dei periti erano “ottimi presupposti per ottenere un congruo risarcimento in sede civile”. Un’analisi che si è rivelata corretta visto che ieri il giudice Luigi Acquarone ha depositato la sentenza della causa avviata dai condomini costretti a sgomberare nel dicembre del 2009 i loro appartamenti riconoscendo un maxi risarcimento complessivo da 7,7 milioni di euro.

Secondo il giudice civile del tribunale di Savona, che si è avvalso della consulenza dell’ingegner Riccardo Berardi, le responsabilità per una pluralità di concause sono da attribuire (seppur in percentuali diverse) a quattro soggetti: al direttore del cantiere Giovanni Delfino, alla Z&R Srl, società titolare del permesso di costruire e committente dei lavori, alla Zoppi Srl e al Comune di Noli.

Sulla base dell’esito della consulenza non sono stati giudicati responsabili altri tre soggetti che erano invece stati chiamati in causa: la Tp Perforazioni Srl e la Scavo-Ter, che si erano occupate degli scavi e della movimentazione della terra, e il geologo Giampiero Filippi che aveva redatto una consulenza per la Z&R.

Il lavoro del giudice Acquarone non si è ovviamente limitato all’individuazione delle responsabilità, ma si è concentrato anche sulla quantificazione del danno da riconoscere al condominio e ai condomini, ventidue in tutto, che erano assistiti dall’avvocato Giuseppe Farrauto.

Per valutare il risarcimento ai singoli condomini nella sentenza si fa riferimento a cinque parametri: la diminuzione del valore dell’immobile, il danno figurativo (ovvero quello relativo alla perdita di disponibilità dell’immobile per un certo periodo), il danno da trasloco, le imposte pagate e ad eventuali “spese varie”. Tenendo conto di questi aspetti i ventidue proprietari degli appartamenti dei civici 16 bis e 18, si sono visti riconoscere un risarcimento del danno individuale che oscilla tra i 70 mila e i 276 mila euro per un totale di circa due milioni e 200 mila euro.

Il giudice Acquarone ha invece riconosciuto al condominio un risarcimento da 5 milioni e 365 mila euro. Importi che, almeno in parte, secondo il tribunale di Savona dovranno essere coperti (ovviamente secondo i rispettivi massimali) dalle compagnie assicurative della Zoppi, della Z&R, dell’ingegner Delfino e del Comune di Noli.

Inoltre l’assicurazione della Z&R dovrà anche pagare 400 mila euro che sono già stati versati dalla società per un primo intervento di messa in sicurezza e consolidamento dell’area interessata dal crollo che è costato un milione e 200 mila euro (800 mila sono ancora da versare).

Per quanto riguarda il futuro di via Belvedere e dei condomini interessati dalle problematiche connesse al cantiere per la realizzazione di 174 box interrati si dovrebbe procedere ad un intervento di consolidamento. Il giudice, analizzate le conclusioni dell’igegner Berardi secondo cui è possibile “riparare” i danni, ha optato per il mantenimento dei condomini.

Il lavoro per renderli nuovamente abitabili dovrebbe ammontare a circa 4 milioni e 342 mila euro: una cifra (conteggiata nel risarcimento danni per il condominio) molto elevata tanto che il dottor Acquarone aveva preso in considerazione, praticamente a parità di costi, anche l’ipotesi di una demolizione e di una ricostruzione dello stabile. Alla fine, però, la via ritenuta più percorribile è stata quella dell’intervento di consolidamento.

Ora che in sede civile è stato messo un primo punto sulla vicenda, la speranza per i condomini è che gli interventi per ripristinare la palazzina interessata dal “grave dissesto statico” possano iniziare prima possibile.

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