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Liguria, vigili del fuoco in sciopero: “Licenziare è meglio che curare”

I vigili del fuoco della Liguria hanno deciso di fermare il soccorso tecnico fino all'11 gennaio

Liguria. I vigili del fuoco della Liguria hanno deciso di fermare il soccorso tecnico fino all’11 gennaio. La protesta scaturisce dall’esigenza di manifestare contro “le politiche attuate da una amministrazione attenta al profitto, al licenziamento dei precari e allo smantellamento del corpo dei vigili del fuoco”. Per questo motivo in tutte le province della Liguria “i camion rossi si muoveranno solo per il soccorso urgente”.

“Siamo di fronte a una svolta epocale di un sistema sociale che sta implodendo – fa sapere la sigla sindacale dell’Usb dei vigili del fuoco in una nota – Licenzia è meglio che curare. Gli effetti del ‘riordino’ (che significa tagliola delle risorse e dei lavoratori) non sono alla porta ma sono bensì in una accelerazione che sta causando disastri sul territorio, mettendo sempre più a rischio un soccorso che si presentava già precario.
La politica del profitto, del margine, non deve esistere nel sistema sociale perché sta mettendo a rischio un diritto fondamentale del cittadino: la sopravvivenza”.

“La macchina del soccorso rappresenta in pieno questa becera politica che passa inosservata, come se fosse un obbligo tagliare risorse ovunque, dove i sindacati concertativi continuano ad essere complici con le loro firme. L’anno 2015 è finito e Usb Liguria con l’ennesimo tavolo di raffreddamento dimostra chi è sempre in prima linea nella difesa dei lavoratori. Una dirigenza imbarazzata e inerme nelle decisioni, annuisce e condivide le nostre denunce su temi indiscutibili come il pagamento indennità di specializzazione in caso di assenza, eliminazione precari, servizio nautico in chiusura perenne per mancanza di risorse, la chiusura del nucleo sommozzatori di La Spezia, carenze di organico croniche con una età pensionabile al 60 per cento in un paese civile, nel nostro no”.

Per i sindacati “è arrivato il momento in cui le nostre denunce hanno preso forma e il licenziamento dei 50 mila o forse più precari stanno mettendo a rischio il sistema. Noi lavoratori non dobbiamo essere complici di questi licenziamenti, non dobbiamo essere complici e inermi nello smantellamento del corpo nazionale, dobbiamo invece opporci alle continue riorganizzazioni che vedono il pompiere professionista utilizzato nei modi più svariati, dal guardianaggio alla porta carraia agli interventi di pubblica sicurezza (sgomberi coatti con le forze dell’ordine)”.

“Questi meccanismi messi in atto da un governo e dalla nostra amministrazione evidenziano quale è l’interesse primario: togliere risorse dal sistema sociale, applicare furti nelle tasche dei lavoratori, licenziare precari per creare un sistema lavorativo volontario gratuito e immettere i bonus veri (non l’elemosina degli 80 euro) ai propri bravi dirigenti e prefetti che applicano la legge della ‘tagliola’”.

Per questo motivo, “stufi di essere oggetto del risparmio”, i vigili del fuoco manifesteranno in sciopero il giorno 11 gennaio a Genova.

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