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La ricetta di Antonio Conte per i baby calciatori: “Sacrificio e sudore”

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Il selezionatore Antonio Conte, il 28 gennaio 2015 ha incontrato a Coverciano gli allenatori delle squadre Primavera e Allievi dei club di Serie A e B e i responsabili tecnici delle selezioni di Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti e dei Comitati regionali.

L’evento è stato diviso in una parte teorica in aula e una pratica in campo, dove il ct azzurro ha avuto a disposizione per le esercitazioni i calciatori della Nazionale Under 15 di Antonio Rocca, in ritiro al centro tecnico alle porte di Firenze. Nella prima parte hanno preso la parola per un saluto il presidente dell’Assoallenatori, Renzo Ulivieri, il presidente del Settore tecnico della Figc, Gianni Rivera, il responsabile del settore giovanile e scolastico, Vito Tisci, e il nutrizionista della Nazionale Tiberio Ancora.

Successivamente c’è stato l’intervento di Antonio Conte (di cui riferiamo in sintesi) che ha incentrato le sue parole sul concetto di cultura del lavoro e del sacrificio, oltre che parlare dell’adattamento alla fatica che va secondo il selezionatore della Nazionale italiana recuperato fin dal calcio giovanile. Inoltre Conte ha mostrato poi dei filmati su casi di uno contro uno, invitando i tecnici delle squadre giovanili presenti a lavorare molto in questo tipo di allenamento.

“Prendete come modelli calcistici cose che arrivano da altri paesi, ma ricordatevi che il calcio italiano deve mantenere sempre una propria cultura calcistica – ha sottolineato il ct che è al tempo stesso coordinatore delle nazionali giovanili – dobbiamo recuperare i concetti di sacrificio e sudore che sono stati la base della storia del nostro Paese”. Successivamente il resto della giornata a Coverciano si è spostato su uno dei campi periferici dove Conte, insieme allo staff della Nazionale maggiore al completo, ha proposto esercitazioni ad alta intensità e sull’uno contro uno, con tiri in porta, torelli e situazioni su palle inattive.

“Dobbiamo migliorare gli aspetti tattici nelle situazioni dinamiche – ha spiegato Conte nel corso delle esercitazioni svolte con i giocatori dell’Under 15 azzurra – Dobbiamo aumentare la quantità di lavoro non avendo paura di far svolgere tanti allenamenti. L’obiettivo finale è produrre calciatori di 17-18 anni che siano pronti”.

“Confronti come questo sono importantissimi perché ci deve essere collaborazione fra noi tecnici federali e gli allenatori dei nostri settori giovanili – ha sottolineato il tecnico dell’Under 20 azzurra, Alberico Evani, al termine della giornata a Coverciano – più lavorano bene loro, più arrivano calciatori preparati nelle nostre nazionali. E’ giusto che Conte abbia parlato del recupero dei concetti di sacrificio e sudore perché sono quelli che si sono persi negli ultimi anni. Si pensa che i ragazzi non possano lavorare e invece quando a livello nazionale andiamo ad affrontare le altre squadre europee vediamo una differenza a livello fisico, è lì che si potrebbe lavorare di più”.

Sulla difficoltà che ha la Nazionale maggiore nell’organizzare gli stage, Evani ha detto: “Le componenti del calcio italiano dovrebbero essere un po’ meno egoiste. E’ sempre stato così e invece bisognerebbe fare un passo verso la Federazione. Il tempo per chi fa l’allenatore delle nazionali è limitato per cui avere qualche giorno in più è importantissimo”.

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