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Investimento, mareggiata e auto sui binari, ecco come è nato il “dies horribilis” dei pendolari foto

Viaggiatori furiosi, ma per una volta la "colpa" non era di Trenitalia

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Provincia. Da un minimo di 15 ad un massimo di 40 minuti: era il ritardo medio registrato ieri pomeriggio sulla tratta Genova-Savona. Una situazione che andava a sommarsi ai ritardi registrati invece in mattinata sulla Savona-Ventimiglia, e che si era rivelata per molti pendolari la classica “goccia che fa traboccare il vaso”, con fotografie, post furiosi e vignette ironiche sul web.

Per una volta, però, la “colpa” non era di Trenitalia e di tutte le criticità ormai quotidianamente messe nel mirino da chi usa il servizio (materiale rotabile vecchio o guasto, programmazione giudicata inefficiente), ma di una serie di fattori che, di fatto, hanno messo in ginocchio Fs.

Al mattino, infatti, a determinare i ritardi è stato un evento tragico, ovvero il suicidio di Maurizio Favero. Il vigile del fuoco 48enne si è lanciato sotto il treno Intercity 745 Ventimiglia-Milano, all’altezza di Albenga. Il dramma ha ovviamente avuto ripercussioni sulla viabilità ferroviaria per ore, anche su treni che non transitavano direttamente nel tratto: il ritardo di un convoglio infatti spesso si ripercuote su altri, costretti a rimandare a loro volta la partenza.

Al pomeriggio, poi, si sono aggiunti altri due fattori. Il primo è la mareggiata di ieri, che ha messo “fuori uso” uno dei tre binari di Genova Nervi, obbligando Trenitalia a rivedere le corse per ovviare al problema, con gli immaginabili disagi. Dulcis in fundo, a Genova Bolzaneto un’auto non ha rispettato lo stop e ha finito per fermarsi in mezzo alle sbarre, rallentando la circolazione per quasi un’ora.

Un cocktail di disgrazie e imprevisti che ha dato origine a una giornata difficile per la circolazione ferroviaria in Liguria. Spesso Trenitalia finisce sotto accusa per ritardi imprevedibili, treni sporchi, convogli super-affollati oppure orari ritenuti ben poco agevoli: per una volta, però, la causa dei disservizi era da ricercarsi altrove.

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