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In Liguria i migranti dovranno sottoscrivere una Carta dei Valori, Verdi all’attacco

Danilo Bruno: "Viale ha compreso i costi e i rischi di questa decisione? Sa che esiste già la Costituzione?"

Liguria. “In questi giorni la Regione Liguria ha annunciato che gli immigrati e le immigrate, se vorranno godere dei diritti garantiti dal welfare regionale, dovranno sottoscrivere una carta dei valori, di cui sono ancora ignoti i contenuti”. A focalizzare l’attenzione su questa decisione della giunta Toti è Danilo Bruno, consigliere federale dei Verdi.

“Io – scrive – ho sempre creduto che, per ottenere prestazioni sanitarie, non ci volesse nessuna condivisione di valori ma che le persone vadano curate sulla base di un semplice principio di umanità, ma rimanendo nell’angusto sentiero tracciato dall’assessore regionale leghista Viale e pur non conoscendo i contenuti della carta dei valori, mi sono posto alcune domande”. La prima: “L’assessore Viale sarà a conoscenza del fatto che spesso le persone che giungono in Liguria non conoscono la nostra lingua e magari hanno anche difficoltà a comprendere una qualunque lingua comunitaria? Ed allora quanti interpreti bisognerà pagare per spiegare ai migranti cosa devono firmare? L’assessore Viale è a conoscenza che l’arabo, come lingua ufficiale, di per sé non esiste poiché è declinata in numerose varianti nazionali (egiziano, tunisino…) per cui dovremo tradurre la carta in ogni specifica variante?”.

E poi ancora: “L’assessore Viale sa che potrebbe anche arrivare un testimone di Geova, che non riconosce il ruolo dello stato? Ed allora cosa faremo, una discriminazione su base religiosa? L’assessore Viale sa che in Italia esiste già una carta dei valori, che è stata conquistata con il sangue delle italiane e degli italiani, che combatterono i nazifascisti tra il 1943 e il 1945 e che si chiama ‘Costituzione della Repubblica Italiana’ per cui non esistono altre carte di valori di riferimento per un amministratore?”.

“A questo punto – conclude Bruno – mentre l’assessore Viale si affanna a proibire l’uso del burqa, già peraltro vietato dalle norme antiterrorismo, noi Verdi continueremo a batterci per una politica di gestione del fenomeno migratorio che sia adeguata ad un fenomeno epocale, che sia inclusiva e soprattutto privilegi l’accoglienza, l’impiego delle e dei migranti per la costruzione di una Europa democratica, federata, moderna e solidale”.

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