IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Il vescovo Borghetti sul caso di Arnasco: “Colpito e ferito per l’accaduto”

Il presule incontra la stampa a quasi un anno dal suo arrivo in Diocesi e parla della vicenda Chizzolini

Albenga. “Sono rimasto profondamente ferito e colpito per l’accaduto. Sono fermo sulle mie posizioni. Parlerò con don Angelo nei prossimi giorni. Ho sentito delle testimonianze di coloro che erano in chiesa. Non possono smentire quelle persone, ma non ho ancora incontrato il parroco. E don Angelo mi deve dire quello che ha fatto parlandomi de visu”. Lo ha detto il vescovo coadiutore Guglielmo Borghetti dopo la bufera sul caso Arnasco che ha coinvolto direttamente il parroco don Angelo Chizzolini. Il sacerdote ha deciso di non benedire, durante le esequie, la bara di Aicha Bellamouddenn, compagna di Dino Andrei, entrambi deceduti nel crollo della palazzina di venerdí notte.

Borghetti

“Nei suoi confronti non sarà assunto alcun provvedimento – ha messo le mani avanti il presule – Non ha commesso alcun delitto, ma devo capire il motivo del suo comportamento perché da parte mia c’era stata la massima apertura alla celebrazione delle esequie ad Arnasco anche per la donna marocchina. Il giorno prima, tra l’altro, avevo benedetto le salme all’obitorio dell’ospedale come atto di vicinanza alle vittime della tragedia e non c’erano stati problemi. Anzi”. Il vescovo è apparso piuttosto amareggiato per le notizie sull’accaduto: “Ho sempre detto che la nostra deve essere una chiesa sempre accogliente, parte integrante della comunità e invece questo gesto ha sciupato una occasione importante. Ecco perchè sono rimasto colpito e ferito”.

“Mi é spiaciuto poi vedere in televisione che i giornalisti raccontando il fatto di Arnasco siano andati a pescare nel passato la storia del prete che aveva parlato della canonica da bruciare… Quello era un fatto passato, spiegato bene, risolto e pure archiviato. Succede anche nel mondo della politica. Ci sono casi che vanno approfonditi, ma che devono finire nel dimenticatoio. Si deve andare avanti, insomma”.

Il vescovo, proprio questa mattina poi, ha avuto una lunga telefonata con il fratello della donna marocchina manifestando la sua vicinanza per la drammatica vicenda accaduta la settimana scorsa con cinque deceduti e una donna ancora grave al centro grandi ustionati di Villa Scassi a Genova. “Il fratello mi ha raccontato che questa notizia ha fatto il giro del mondo anche tra i musulmani – ha detto Borghetti – e questo mi ha fatto riflettere moltissimo”.

E alla domanda se questi atteggiamenti siano messaggi per ricordare che il “territorio é stato marcato dai tradizionalisti” il vescovo ha voluto fornire una visione nuova, più costruttiva: “Con don Chizzolini ci eravamo accordati prima delle esequie e mi piace ricordare di non costretto il parroco a celebrarle”, ha precisato il vescovo Borghetti allargando poi i confini del suo pensiero. “In senso generale è bene sottolineare che ee qualcuno fa fatica a stare al passo allora è necessario intervenire e cercare di far capire che il mondo è cambiato, dobbiamo essere più entusiasti nello svolgimento della propria attività pastorale. Ci sono formule del passato che sono scadute. Forse c’è ancora qualcuno che pensa che quelle forme di tradizionalismo possano essere ancora attuali. Ma non è cosí. Il mondo é davvero cambiato”.

A quasi un anno di distanza il suo ingresso presso la diocesi di Albenga e Imperia segnato anche da molti cambiamenti sia ai vertici che alla basse della chiesa locale.
Oggi ha anche incontrato i giornalisti in Seminario in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono appunto degli operatori della comunicazione. Occasione per annunciare, ad esempio, che “il bilancio della Diocesi sará reso pubblico. Tutto  nell’ottica di una Chiesa sempre trasparente. Perché la Diocesi è di tutti, deve essere una casa di vetro, perché é della comunitá e deve essere considerata parte integrante della comunità – ha aggiunto il presule – Ad oggi, la nostra situazione economica, non é certamente florida – ha aggiunto entrando nel merito – Non viviamo come nababbi, ricordiamoci che si vive con l’8 per mille. Non diciamo cifre perché lo faremo con una documentazione che sarà pubblicata. Ma sicuramente la situazione patrimoniale è nettamente migliorata negli ultimi tempi e non per merito mio ma per merito di tutti. Ci sono delle situazioni debitorie che comunque dovrebbero chiudersi in modo positivo nel giro di due anni”.

Il vescovo ha anche confermato che ci sono state delle richieste ad esempio sull’acquisizione di Santa Maria Belfiore a Peagna, una ex colonia estiva nel territorio comunale di Ceriale, un edificio di pregio di proprietà della Diocesi.

Discorso a parte ha riguardato il modo di vestire di alcuni sacerdoti. In questo caso Borghetti ha sottolineato come a lui non piaccia il tricorno. “Io non lo indosso. Vestiamoci invece come gli altri per inserirci meglio nella comunità dove viviamo e nel tempo in cui viviamo. Chiediamoci allora quanti preti hanno capito che le cose sono cambiate, che è cambiato il mondo e che oggi è più importante essere davvero testimoni di Cristo”.

E sulla questione del family day il presule toscano ha sottolineato che “il progetto di famiglia si trova nelle sacre scritture. C’é una libertà che va giustamente manifestata. Se c’è un gruppo che vuole manifestare per rivendicare questo tema non credo che vada ostacolato. La Chiesa è bene precisare che non è contro nessuno, contro gli omosessuali o altro, ma è una Chiesa aperta al confronto perchè viviamo in una societá democratica. Sui matrimoni gay come la penso? Può esistere una convivenza tra una coppia omosessuale, ma è sempre bene ricordare che la Chiesa ha sempre ben impresso il valore della parola famiglia”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da hadrianus

    Francamente non capisco neanche io tutto stò ” casino “.
    Il parroco è o non è titolare della sua parrocchia ?
    I nostri cristiani dalle loro parti come vengono trattati ?
    Sindaco e Vescovo potevano fare a meno di fare certe dichiarazioni evitando il progredire di questa polemica che a mio avviso ha solo senso politico e aumenta il già precario divario che c’è tra queste due realtà religiose.
    Il sindaco veda piuttosto di capire come mai c’è stato questo disastro ? ha mai sentito parlare di sicurezza e controlli sugli impianti a gas ? temo di no.

  2. Scritto da Ramarro

    é vero il mondo è cambiato….. e chissà quanto cambierà ancora. Chissà che diranno tra molti anni i nostri posteri guardando, sicuramente con compassione, alla nostra epoca ricolma di illusi.
    Il sacerdote non ha benedetto la salma. Poteva farlo, ma non lo ha fatto. Se lo avesse fatto non avrebbe fatto nulla di male. Non facendolo non ha fatto nulla di male comunque. Il discorso è tutto qui, non c’è altro da aggiungere.

  3. Bach
    Scritto da Bach

    Va beh che adesso, con Bergoglio, Gesù Allah o Buddha non fa più differenza, ma a tutto c’è un limite. Se la defunta era di religione musulmana, cosa sarebbe c’entrato il rito cattolico??