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“Il 2016 si apre all’insegna della caccia”: le critiche della Protezione Animali Savonese

L'associazione animalista contro l'apertura della caccia alle femmine di capriolo e daino

Savona. “Comincia come al solito molto male l’anno per la fauna selvatica”. A dirlo è la Protezione Animali savonese nel sottolineare che domani riparte la caccia al capriolo e al daino.

“Anche se per fortuna i cacciatori savonesi (ma anche liguri ed italiani) diminuiscono visibilmente, è all’insegna della caccia più sfrenata che si apre, come per il passato, il 2016, con la proroga della caccia al cinghiale e l’inizio della caccia, in una quindicina di zone e due ‘riserve di caccia’ della provincia di Savona, alle femmine di capriolo e daino, ogni lunedì, giovedì e sabato, a partire da domani e fino al 14 marzo” spiegano dall’associazione animalista.

“L’attività, impropriamente detta di ‘selezione’ ma nella pratica soltanto ’programmata’, potrà essere esercitata fino al raggiungimento dei contingenti prestabiliti sulla base di censimenti condotti dagli stessi cacciatori; ma tali contingente non sono mai stati raggiunti, a dimostrazione della scarsa affidabilità dei censimenti, tutti evidentemente maggiorati rispetto alla realtà” dicono dall’Enpa.

“Continuerà poi fino al 31 gennaio la caccia a diverse specie di animali migratori, a danno di soggetti stanchi di ritorno dalla migrazione e quasi alle prese con la stagione degli amori ed in cui si ripeteranno le stragi degli anni passati (circa 50.000 vittime animali ogni anno in provincia). La caccia a cinghiali, daini e caprioli non porterà alla riduzione delle specie, con buona pace degli agricoltori, ancora una volta gabbati, perché i cacciatori non sono in grado di contenere il numero di animali per limitare i danni alle coltivazioni. Ed infatti gruppi di scienziati europei dichiarano ‘se in un territorio vengono uccisi molti animali mediante la caccia, che avviene soprattutto in autunno ed in inverno, i sopravvissuti hanno un migliore apporto nutritivo; così si rinforzano e si riproducono in primavera più presto e con maggior numero di discendenti. Attraverso la caccia le specie animali che sono già rare divengono ancora più rare, e quelle che sono numerose, diventano ancora più numerose'” concludono dalla Protezione Animali.

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