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Giovane ucciso dalla caduta di un pino: due condanne nel processo d’Appello bis foto

La tragedia era accaduta nel 2008 ad Alassio: due ex funzionari del Comune erano a giudizio per omicidio colposo

Alassio. Il processo bis in Corte d’Appello di Genova ribalta ancora una volta la sentenza sulla tragedia di Alessandro Scavetta, il diciottenne di Saluggia (Vercelli) che nell’agosto del 2008 era stato ucciso dalla caduta di un pino sulla via Aurelia ad Alassio.

Lo scorso 12 gennaio infatti i giudici genovesi hanno confermato la sentenza di condanna ad un anno di reclusione per due funzionari del Comune di Alassio, Valentino Parolini e Giuseppe Lagasio (oggi in pensione), che era stata emessa in primo grado dal tribunale di Savona. Il verdetto contro il quale si erano appellati i legali degli imputati, gli avvocati Fausto Mazzitelli e Franco Fazio, che avevano ottenuto il proscioglimento dei loro assistiti.

Anche la sentenza di secondo grado era stata impugnata in Cassazione dai legali di parte civile, gli avvocati Savio e Marchio, che hanno ottenuto di celebrare un processo d’Appello bis. E la Corte d’Appello di Genova stavolta ha confermato la sentenza di primo grado condannando Parolini e Lagasio, rispettivamente allora responsabile comunale delle aree verdi ed ex dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Alassio, ad un anno di reclusione per omicidio colposo.

Secondo la perizia effettuata sul pino, l’albero era malato da almeno otto anni in seguito ad un’infezione provocata da un parassita che ne aveva minato la stabilità del tronco. Quindi, per la Procura, l’incidente si sarebbe potuto evitare se fossero stati adottati accorgimenti tecnici di controllo della salute del verde cittadino. In particolare, secondo il pm, i responsabili del verde pubblico avrebbero dovuto fare un esame chiamato “Vta” (Visual Tree Assessment, ovvero Valutazione Stabilità Alberature), che avrebbe permesso di capire che la pianta aveva un’infezione causata dalla “Armillaria Mellea”.

La difesa, da parte sua, ha sempre evidenziato come la pianta fosse affetta da una patologia radicale, essendo fra l’altro vetusta, tra gli 80 e 90 anni, ma non visibile dall’esterno.

Alessandro Scavetta quel maledetto giorni di agosto era in sella al suo scooter Aprilia 50 e dal centro alassino si stava dirigendo al porto, dove avrebbe incontrato alcuni amici, ma l´improvvisa caduta del grande pino marittimo sull’Aurelia non gli aveva dato scampo.

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