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Giorno della memoria, Borghetto ospita la scrittrice Lia Levi

La mattina del 22 gennaio l'incontro con gli studenti, alle 21, a palazzo Pietracaprina quello con la cittadinanza

Borghetto S.S. In occasione del Gioro della Memoria, il prossimo 27 gennaio, il Comune di Borghetto Santo Spirito venerdì 22 gennaio ospiterà la giornalista e scrittrice Lia Levi.

Lia Levi incontrerà durante la mattinata le Scuole elementari e Medie dei quattro Comuni aderenti al Sistema Bibliotecario della Valle Varatella. Alle classi, nello scorso autunno, è stato fatto omaggio da parte del Sistema, di alcuni testi scritti consigliati dalla scrittrice di origine piemontese (“Una bambina e basta” e “Un cuore da leone”), in previsione dell’incontro.

Sempre il 22 gennaio, alle ore 21, presso la Sala polivalente di Palazzo E. Pietracaprina, la scrittrice incontrerà la cittadinanza, per raccontarsi e presentare al pubblico il racconto “Il braccialetto” E/O Edizioni. Gli incontri saranno, come consuetudine, condotti dalla Dott. ssa Graziella Frasca Gallo.

Lia Levi nasce a Pisa da una famiglia piemontese di origine ebraica. Nel 1938 la famiglia si trasferisce a Roma, dove la scrittrice vive tuttora. Da bambina ha dovuto affrontare i problemi della guerra e della persecuzione razziale. Dopo l’8 settembre 1943 riuscì a salvarsi dalle deportazioni nascondendosi con le sue sorelle nel collegio romano delle Suore di San Giuseppe di Chambéry. Sceneggiatrice e giornalista, è autrice sia di romanzi per adulti che per ragazzi. Nel 1967 ha fondato e diretto Shalom, mensile della comunità ebraica.

Nel 1994 pubblica “Una bambina e basta” (Premio Elsa Morante opera prima, 1994) senza volersi indirizzare a un pubblico di ragazzi. Ha solo voglia di raccontare la sua storia, quella di una bambina ebrea che durante le persecuzioni razziali si trova improvvisamente ad affrontare problemi più grandi di lei e molto spesso ingigantiti e resi ancora più difficili dagli adulti. Non a caso nella prefazione del libro recita: “Non mi piacciono i grandi quando decidono di farti un discorso: si sentono evoluti e magnifici, ti guardano negli occhi, cercano il tono a mezza altezza… ora saprai tutto anche tu, ci penseranno loro a impacchettarti la notizia come una merendina”. È uno dei primissimi racconti autobiografici ad affrontare il problema dell’impatto traumatico che le persecuzioni ebbero sui bambini ebrei in Italia, anche tra coloro che non furono deportati nei campi di sterminio, costretti a lasciare le loro case e a vivere nascosti nella paura, spesso separati dai propri genitori.

Moltissime le pubblicazioni utilizzate anche in ambito scolastico per affrontare il tema della Shoah e della persecuzione razziale.
Nel 2010 con il libro “La sposa gentile” ha vinto il Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo per la sezione narrativa.

Nel 2015 esce per E/O Edizioni “Il braccialetto” (Premio speciale della giuria Rapallo Carige, Premio Adei Wizo). L’amicizia può salvare dall’orrore? In una Roma occupata dai nazisti, l’incontro magnetico tra due lupi solitari, due adolescenti in cerca di se stessi. Dalla caduta del fascismo alla razzia degli ebrei romani, una fiaba nera sull’amicizia e l’identità. Il capolavoro di Lia Levi. Con una nota di Anna Foa: “Il Vaticano: aboliamole le Leggi razziali, ma non tutte”. Un ragazzo ebreo e uno non ebreo aspirano segretamente a scambiarsi i ruoli. Corrado, quindicenne, ha partecipato all’abbattimento dei busti di Mussolini e dei fasci littori la notte del venticinque luglio. È ebreo e si aspetta che il nuovo governo abolisca le leggi razziali. È sicuro che il prossimo anno scolastico potrà frequentare in mezzo agli altri il mitico liceo Visconti, ma i giorni passano senza che nulla cambi, anzi… Leandro abita in una grande e vecchia casa piena di ombre e misteri con un’anziana parente russa e, fin dal primo momento in cui ha incontrato Corrado in un cinema, cerca spasmodicamente di fare amicizia con lui. Per Corrado il braccialetto a cerchi d’oro di sua madre è il simbolo di un passato benessere sociale, di un tempo in cui vedeva la madre giovane, vitale e combattiva. Man mano che le “Leggi” prendono piede i genitori gli appaiono invece sempre più spenti, rinchiusi in un mondo di pensieri piccoli e meschini, e comincia a sentire nei loro confronti un crescente disprezzo. Nel momento in cui le famiglie ebree raccolgono l’oro a causa del ricatto tedesco, Corrado apprende che il braccialetto non c’è più. I suoi l’hanno venduto senza neanche dirglielo. Ma la verità non è quello che sembra – “La sua vita a volte/ Ingiusta e/ Appartata/ Lungamente messa alla prova/ Esemplare/ Vincitrice/ In ogni sua battaglia”. Questa la poesia contenuta dentro il quadretto che fa capolino una volta entrati nel salotto della scrittrice Lia Levi e le cui iniziali compongono il nome dell’autrice. Glielo hanno confezionato gli alunni di una scuola media e fa parte delle centinaia di doni che Lia Levi riceve da quando nel 1994 uscì Una bambina e basta.
Un piccolo libro, accorato, che dopo vent’anni continua ad essere letto dalle insegnanti italiane, ausilio fondamentale per introdurre il delicato tema delle leggi razziste. E da più di vent’anni Lia Levi non si sottrae dall’essere una custode della Memoria, dal viaggiare instancabilmente di scuola in scuola per condividere la propria esperienza e scrivere per dare voce alle vite di chi da quel turbinio drammatico non è tornato o non ha parlato.

Dice Lia Levi “Quando si affronta il tema della Memoria, la domanda che ci affligge e abbiamo paura di pronunciare al alta voce è la seguente: potrebbe davvero riaccadere?
Quello che più mi spaventa è che si sia persa la fiducia nella modernizzazione, nella civilizzazione, nel miglioramento progressivo del mondo. Nel nostro paese è come se si fosse rotto un sottile strato di ghiaccio che copriva l’oscuro. È come se fossero riaffiorati i mostri. Solo attraverso la cultura e l’educazione qualcosa potrà davvero cambiare.

“E’ un grande onore ospitare la Scrittrice e Giornalista Lia Levi, che con grande disponibilità e gentilezza ha accettato il nostro invito. Lia Levi ha rivelato con la sua scrittura una grande personalità e la capacità di arrivare, con semplicità ed immediatezza, a toccare le corde dei sentimenti più profondi. La consapevolezza di avere un compito importante, quello di dar voce, di ricordare e di non far dimenticare un passato drammatico, quello della Shoah e delle leggi razziali, la rendono una Donna speciale. Mi auguro che i ragazzi delle nostre Scuole e la Cittadinanza tutta sappiano cogliere questa importante occasione per fermarsi a riflettere su quel tragico recente passato e che dall’incontro con Lia Levi possa germogliare speranza e fiducia verso il futuro e verso il nostro prossimo” conclude l’assessore Maria Grazia Oliva.

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