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Gialli savonesi: “l’omicidio del cinese” a Millesimo nel 1994

Millesimo. Prosegue il viaggio di Robert Nicolick negli “omicidi savonesi”, i gialli che hanno insanguinato la nostra provincia nell’ultimo secolo. Questa volta lo scrittore si sofferma sull’omicidio del cinese, avvenuto sulla statale che collega Millesimo a Montezemolo il 19 febbraio del 1994.

In Liguria non esistono solo infiltrazioni di organizzazioni malavitose nazionali, Mafia, ndrangheta, camorra e sacra corona unita, ci sono quelle Balcaniche o quelle Russe, e purtroppo esiste anche una mafia Cinese che opera con un più basso profilo ma è pur sempre mortalmente pericoloso.

I bersagli preferenziali sono gli stessi cittadini Cinesi, che alla denuncia, preferiscono pagare il pizzo alle Triadi pur di continuare ad operare all’estero, ma chiaramente è una estorsione che dura in eterno e che si propaga anche in linea ereditaria. Inoltre le triadi gestiscono i canali clandestini attraverso cui , cittadini Cinesi giungono in Italia, pagando oppure impegnandosi a pagare rate continuative ai padrini, e chi si sottrae a questo obbligo, paga con la vita.

E’ quello che probabilmente è successo ad un Cinese, di 30 anni circa, trovato sul ciglio della strada che collega Millesimo a Montezemolo, assassinato in modo spietato, prima picchiato selvaggiamente e poi finito con un colpo di pistola alla nuca. Il cadavere era infilato in un sacco della spazzatura e successivamente avvolto in una vecchia coperta e quindi abbandonato alle porte di Roccavignale, l’ultimo comune della provincia di Savona verso il basso Piemonte.

Nelle tasche della vittima due biglietti ferroviari, entrambi da Torino, per Firenze e per Roma. Forse si sentiva minacciato e si preparava a fuggire da Torino, dove esiste un gruppo criminale Cinese affiliato ad una setta poco conosciuta, nota come il Tao, la mafia del sole rosso definita dal Federal Bureau Investigation una delle più pericolose associazioni criminali del mondo e scarsamente sconosciuta a livello mediatico, che si occupa di diverse attività criminali fra cui quella preponderante è l’immigrazione clandestina in paesi Europei.

Il trasferimento dalla Cina dura una decina di giorni, usando diversi mezzi su strada o su rotaia, e costa o meglio costava, una decina di milioni di lire all’epoca, e visto che nessuno degli immigrati clandestini ha questa cifra, si impegnava a lavorare sino alla copertura della somma, secondo i parametri Cinesi, cioè una giornata lavorativa poteva durare anche sino a 16 ore. Si presume che l’uomo sia stato ucciso, a Torino e poi trasportato e abbandonato sulla strada Millesimo Montezemolo. Il colpo finale è stato sparato con un’arma di fabbricazione Cecoslovacca, non facile da trovare, una mitraglietta Skorpion.

A fine febbraio del ’94 la svolta decisiva delle indagini: il cinese ucciso è identificato, è un falegname, fuggito dalla Cina perché ricercato per sfruttamento della prostituzione. Arriva in Italia con la nipote minorenne e risiede a Torino in un piccolo monolocale a Porta Palazzo, si chiama Hung Yo Ze, aveva un debito di 46 milioni con la Triadi, questi temevano che volesse denunciare l’organizzazione alla polizia per evitare di pagare la tangente. Inizialmente fu lasciato libero di circolare mentre la nipotina era tenuta in ostaggio, quando tornò aveva raccolto solo un milione di lire e quindi era diventato inutile ed improduttivo per cui fu liquidato e trasportato in provincia di Savona, in una zona dove con una certa frequenza la mafia cinese smaltisce i cadaveri delle sue vittime.

Subito scattarono delle perquisizioni a Torino e Firenze, dove in alcuni appartamenti abitati da cittadini Cinesi, vennero trovate delle coperte simili a quella usata per avvolgere il corpo di Hung Yo Ze, oltre all’arma usata per finire il poveretto. A seguito delle indagini due Cinesi appartenenti al gruppo erano già in carcere per altri reati ed hanno ricevuto l’avviso per estorsione e omicidio volontario, mentre altri sette sono ricercati attivamente. Inizia a delinearsi la presenza di una organizzazione malavitosa straniera, quella Cinese, molto attiva in Piemonte, Lombardia e Toscana.

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