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Furti al San Paolo, la banda delle macchinette aveva già colpito altre 3 volte: patteggiano

Si tratta di tre romeni che in totale hanno scassinato una ventina di distributori automatici e rubato più di 5 mila euro

Savona. Non era la prima volta che scassinavano i distributori automatici dell’ospedale San Paolo di Savona. I tre romeni, Lazar Radulescu, 40 anni, Emil Cosmin Cioc, 29 anni, e Mahomed Caldaras, di 22, arrestati ieri pomeriggio con l’accusa di tentato furto, infatti, nei mesi scorsi, erano già entrati in azione nei corridoi del nosocomio savonese almeno in altre tre occasioni.

E’ la novità emersa questa mattina in tribunale nel corso del processo per direttissima durante il quale il pm Chiara Venturi ha contestato altri tre furti agli imputati per un totale di 23 distributori automatici scassinati e un bottino totale di 2500 euro. Ad incastrare i romeni, che in un primo momento hanno negato con decisione la paternità degli altri furti, sono state le telecamere del San Paolo che li hanno ripresi mentre entravano in azione (il 17 marzo, il 27 maggio e il 14 ottobre del 2015). Un particolare che ha permesso alla Procura di allungare la lista delle imputazioni per il trio.

Alla fine Radulescu, Cioc e Caldaras, sia per l’episodio di ieri che per quelli meno recenti, hanno scelto di patteggiare un anno e dieci mesi di reclusione e 600 euro di multa con la sospensione condizionale della pena soltanto per gli ultimi due (il primo non poteva beneficiarne in quanto recidivo).

Le manette per i tre romeni erano scattate ieri dopo che erano entrati in azione in pieno giorno, incuranti del fatto che chiunque avrebbe potuto vederli. Alla fine era stata proprio la loro spavalderia a tradirli visto che qualcuno si è accorto di quello che stava succedendo e ha dato l’allarme facendo scattare le manette da parte dei poliziotti delle Volanti. Insieme a loro era stato fermato anche un quarto connazionale, un minorenne, che era stato invece denunciato a piede libero.

Dopo essere stati bloccati, i componenti della banda sono stati trovati in possesso di diversi arnesi da scasso, ma anche di 2.000 euro in banconote da 50 euro oltre a 523 euro in monete.

Dai primi accertamenti sarebbe emerso che la banda operava spesso insieme, colpendo anche in altre città (martedì scorso erano stati controllati nel Milanese). In Questura è in fase di valutazione l’emissione per i tre arrestati del divieto di ritorno nel comune di Savona.

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