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Francesco Vallone: una vita al servizio dei G Coach

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

L’intervista è stata effettuata allo storico ideatore-creatore di MisterCalcio, uno spazio libero che con tanta passione e sopratutto idee innovative, rappresenta oramai un importante punto riferimento per esperti, allenatori, appassionati ed addetti ai lavori.

Quando tempo fa e come è nata l’idea alla base di questo successo mediatico?

Sono più di cinque anni che si lavora sul progetto, di cui i primi due sono stati dedicati interamente alla progettazione che, come in tutte le cose, resta la fase più delicata e ricca di ragionamenti. La fortuna è quella di aver trovato un gruppo di compagni/amici disposti all’extra lavoro (ci si vede di norma dalle 21 alle 24 tutti i martedì e giovedì) con la stessa immutata passione che ci accomuna. Il perché di mistercalcio è semplice: il metodo carta e penna non è scientifico, non lascia archivio e soprattutto non dà all’allenatore dilettante e professionista la possibilità di una rapida consultazione del dato. MisterCalcio aiuta a reperire i dati della propria squadra in maniera istantanea e vedere le esercitazioni che propone tutto il mondo dei “mister”. É come avere un proprio sito privato per ogni allenatore, mentre nessuno generalmente può vedere ció che svolge il mister a meno che non decida di condividerlo con gli altri allenatori.

Quali sono i riscontri tra gli specialisti del tema trattato? Sia in positivo che in negativo.

Il nostro è un mezzo che ad oggi conta 3.560 iscrizioni di allenatori, ma sapere quanti poi realmente lo utilizzano è difficile. La cosa che più piace è sicuramente il poter disegnare facilmente l’esercizio proposto e stamparsi l’allenamento in maniera immediata prendendo anche gli esercizi di tutti gli allenatori che li hanno condivisi. Inoltre è uno strumento critico per l’allenatore: in tempo reale dà infatti un’idea delle caratteristiche che il mister ha allenato di più e quelle che ha allenato di meno, dunque si può assestare il tiro in corso d’opera. Per migliorare il software credo che siano importanti i feedback degli utilizzatori, infatti abbiamo inserito la possibilità di scriverci su tutte le pagine per dare suggerimenti, quelli piú fattibili e che riteniamo piú adatti verranno implementati, anche se per ora i tempi non sono strettissimi.

Come trovate che stia cambiando il mondo del calcio giovanile? Sia tra le società dilettantistiche che nei palcoscenici professionistici?

Credo che tutti siano alla ricerca di modelli e questo penalizza non poco la classe degli allenatori. Ora va di moda quello del Barcellona, ieri del Real Madrid, ancora più lontano si guardava l’Ajax e si pensava che avrebbero vinto tutti i trofei per vent’anni con l’organico dei vivai che aveva a disposizione, ma la storia insegna tutt’altro. Credo che il bello dell’organizzazione dipenda proprio dall’unicità logistica e culturale nella quale viene svolta. Ogni società deve proporre il suo modello in base alle proprie possibilità e soprattutto ai propri obiettivi, imitare realtà che stanno anni luce avanti crea false aspettative e piú delusioni che successi. In Italia ci sono società dilettantistiche che lavorano come professionisti e viceversa ma l’idea principale deve essere sempre la stessa: avere un ‘credo’ adattato al contesto, raggiungibile e soprattutto perseguibile con costanza.

Tecnica, tattica, preparazione fisica e motivazione. Tra quali di questi settori pensate che vi siano più margini di crescita?

Uno che ne racchiuda tutti: la programmazione! Abbiamo ancora allenatori che non programmano gli allenamenti e arrivano al campo con qualche idea sporadica senza alcuna responsabilità sul giocatore. Si sta diffondendo molto la figura del coordinatore tecnico anche tra i dilettanti, ovvero una professionalità che coordina gli allenatori, constati che venga fatta una programmazione uniforme al credo societario e fornisca i relativi dati ai vertici della società. É come fosse un responsabile di campo che filtra la informazioni dagli allenatori al Presidente e nel caso anche ai singoli giocatori. Mistercalcio é molto vicino a questo concetto.

Guardando in Italia quali settori giovanili ritieni all’avanguardia e perché? All’estero invece?

Ci sono realtà fantastiche come Empoli, Juventus, Inter e tante altre che sono in forte crescita e non sempre ciò è dovuto “solo” all’investimento economico che è stato fatto. A livello di organizzazione hanno un’idea di crescita e fanno dell’aggiornamento il loro plus quotidiano, senza presunzione e con una visione apertissima. La Juve addirittura ha avviato una Academy per allenatori che dà concetti di base sempre molto utili. All’estero a livelli generici sta lavorando benissimo la Spagna con la cultura dell’Español e del Barcellona appunto ed anche Germania, Belgio ed Olanda si stanno attrezzando per darsi una programmazione a lungo termine. Attenzione poi alle ‘piccole’ Svizzera e Austria che hanno strutture invidiabili e tanta voglia.

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