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Esplosione ad Arnasco, si continua a scavare in cerca di altre possibili vittime fotogallery video

L'esplosione ha anche isolato otto famiglie che abitavano nei pressi della palazzina crollata

Arnasco. Cinque persone morte, una ricoverata in ospedale in gravissime condizioni, ma le ricerche dei vigili del fuoco non si fermano qui. Sotto le macerie, infatti, potrebbero esserci altre vittime. Le squadre stanno continuando a battere l’area interessata dal crollo da terra, ma anche dal cielo grazie ad un drone che fornisce immagini dall’alto.

Crolla una palazzina ad Arnasco

“Sappiamo – spiega il vice comandante dei vigili del fuoco di Savona Fulvio Borsana – che nella palazzina, costituita da quattro appartamenti su due piani, erano presenti sei persone. E sei persone sono state effettivamente ritrovate. Tuttavia, non è dato sapere se avessero ospiti o meno, quindi dobbiamo procedere con la bonifica di tutta l’area per essere certi che non ci sia nessun altro sotto”.

Ma l’emergenza non si limita all’edificio caduto: dietro alla palazzina, infatti, si apriva un vialetto che conduceva ad un altro nucleo di alloggi composto da otto unità abitative disposte a valle rispetto all’edificio. Nell’esplosione e nel crollo, il viale è stato invaso dai detriti quindi al momento ci sono otto famiglie che restano isolate. “Le abitazioni non presentano criticità e stiamo provvedendo per ripristinare la viabilità rimuovendo le macerie”.

Anche gli abitanti di questi appartamenti hanno patito le conseguenze del crollo: “Non appena siamo arrivato sul posto – spiega Angelo Giusto, medico del 118 – ci siamo subito resi conto che la donna trasferita poi a Genova era grave. Ma anche i vicini di casa erano sotto choc per quanto accaduto”.

Vista la situazione, tra gli abitanti della cittadina è scattata la mobilitazione per accogliere gli eventuali “sfollati” che non potranno fare rientro nelle loro case, ma anche il sindaco si è già attivato così come la Regione. “Ci siamo subito messi a disposizione del sindaco Alfredo Gallizia se alcuni abitanti non potranno rientrare a casa. Inoltre siamo pronti a dare una mano anche per ripristinare gli accessi alle abitazioni” hanno precisato i titolari dell’albergo “Collina”, contattati dal primo cittadino, che sono pronto a dare ospitalità a tutte le persone che non riuscissero a tornare a casa.

Tornando alla tragedia, i vigili del fuoco stanno procedendo con i rilievi necessari a stabilire le cause dell’esplosione che ha originato il crollo: “Al momento possiamo dire che c’è stato uno scoppio – aggiunge Borsana – La causa al momento non è definibile in quanto sono ancora in corso le operazioni di ricerca. Quindi per stabilire cosa abbia innescato l’esplosione sarà necessario attendere gli accertamenti di polizia giudiziaria che si svolgeranno nelle prossime ore. La palazzina era alimentata con una rete a Gpl, quindi non si esclude che la causa possa essere quella. La fuga di gas, in realtà, potrebbe essere stata indotta successivamente, dato che il crollo ha comportato la rottura delle tubazioni”.

La pista più plausibile, però, è quella della fuga di gas: “E’ l’ipotesi privilegiata, perché gli effetti sono stati devastanti”.

Lo scenario più verosimile vuole che a causare lo scoppio siano state accidentalmente due delle persone decedute dell’esplosione. Queste sarebbero rientrate a casa a tarda notte, dopo che la fuga di gas aveva già saturato gli ambienti: accendendo la luce, si sarebbe innescata la scintilla fatale. A conferma di questa ricostruzione il fatto che due delle vittime siano state ritrovate con addosso giacche e cappotti, come se fossero appena rientrate. Viceversa, è ipotizzabile che le due persone si avviassero a lasciare l’appartamento e a dare l’allarme dopo aver scoperto la perdita.

Resta da capire, a questo punto, se la fuga di gas sia scaturita dall’impianto a Gpl o meno: “Non è escluso – spiega il comandante dei carabinieri di Alassio Francesco Ercolani – che qualche residente potesse avere in casa anche una bombola di gas. Per questo i vigili del fuoco stanno compiendo accertamenti”.

Nel corso delle ricerche è stata trovata anche una pistola Smith & Wesson: secondo quanto accertato dai carabinieri, che hanno effettuto un’ispezione dell’area posta sotto sequestro, l’arma era regolarmente denunciata.

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