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Donne straniere in bici, Ciangherotti: “Lanciamo corsi gratuiti ad Albenga”

Lezioni su equilibrio e pedalata e, magari con l'occasione, anche per imparare un po' di educazione stradale

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Albenga. Un corso gratuito per le mamme e donne straniere di tutte le età e provenienze affinché possano imparare ad andare in bicicletta.

L’idea è stata lanciata da Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale di Forza Italia. Tutto nasce da una proposta che lo stesso Ciangherotti ha avanzato ad una mamma straniera, di origine africana. “L’ho invitata ad usare la bicicletta per muoversi in città con il proprio bimbo (anche solo per andare dal medico di famiglia) e lei mi ha confidato di non essere capace, perché al suo paese dicono sia una vergogna per una femmina andare in bici. E infatti ad Albenga – dice Ciangherotti – non si vedono molte donne straniere in giro a pedalare, anche se, mi spiega la Signora colpita dal mio stupore evidente, in sella ad una bicicletta si sentirebbero più integrate che di tanti discorsi”.

Ed ecco allora che il consigliere ha lanciato un appello alle associazioni sportive del ciclismo locale. “Perché non organizzare, all’interno delle nostre scuole, un corso pomeridiano gratuito per le mamme e donne straniere di tutte le età e provenienze? Sono tante le donne che oggi vivono ad Albenga e nel loro paese di origine, un po’ per pregiudizi culturali e un po’ per mancanza di possibilità, non hanno mai potuto imparare ad andare in bici. Lezioni su equilibrio e pedalata e, magari con l’occasione, anche un po’ di educazione stradale per promuovere la norma che vieta il transito delle bici sui marciapiedi. Sarebbe questa un’occasione per maggiore indipendenza, autostima e integrazione”.

Commenti

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  1. Scritto da Sergio Sanguineti

    Oh, Ciangherotti!… Perché, prima di stupirvi con tante frescacce “etniche”, non vi guardate intorno in po’ meglio? Non ricordate la cagnara dell”Lisistratre al volante” (poi ben bene punite a frustate) in Arabia Saudita? Ma avete una minima cognizione del mondo circostante? Intanto sarebbero già fa legnare gli italici ciclisti “tutti diritti e nessun dovere” che sfrecciano sui marciapiedi, ovviamente ben imitati dai baluba su scassatissime biciclette, qua e là rubate o riadattate alla meglio, mentre adottano gli “stili di vita” sei propri paesi (da imitare, dice la BoldrinA)… E, ancora, chi paga questi altri “corsi”? Ancora il contribuente, come già fa per mantenere questa massa di ciabattanti? Sveglia!… E, poi, in due im bici, non si va, tantomeno con bimbi, a norma di codice! Tantomeno da parte di gente assuefatta a deambulare a piedi sulla sabbia o a briglia di cammello (sul quale sta il maschietto, però!)…