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Diminuiscono i reati segnalati, aumentano le denunce e le richieste di asilo: i numeri del 2015 della Polizia fotogallery

Il Questore Giovanni Signer ha analizzato i numeri dell'attività dell'anno appena concluso: "I cittadini devono migliorare la difesa passiva"

Savona. “Abbiamo scelto di rendere noti i dati sull’attività del 2015 per fornire un’indicazione di quello che sta accadendo nel tessuto sociale savonese”. E’ questa la premessa con cui il Questore Giovanni Signer, questa mattina, ha presentato il bilancio dell’attività della polizia savonese nell’anno appena trascorso.

Il bilancio della polizia per il 2015

I numeri parlano di una diminuzione dei reati segnalati all’Autorità Giudiziaria dalla Questura di Savona e dal Commissariato di Alassio: sono stati 1521, in calo del 16 per cento rispetto al 2014.

Per quanto riguarda l’andamento dei reati i dati indicano che l’incidenza maggiore è quella dei furti con il 53,7 %, mentre le truffe e le frodi informatiche si fermano al 3,8 %, la ricettazione all’1,7 %, le rapine all’1,8 % (la restante “fetta” – il 39,8 % – è occupata da altri reati di varia natura).

Analizzando nello specifico il numero dei furti, che rispetto al 2014 sono calati, la polizia ha registrato una leggera flessione di quelli in abitazione e negli esercizi commerciali. Per quanto riguarda le denunce sono aumentate del 10,8 %, mentre per gli arresti il dato è quasi sovrapponibile all’anno precedente.

Per quanto riguarda le persone denunciate il 55 % sono di nazionalità italiana, il 14 % comunitari e il 31 % extracomunitari (rispetto al 2014 sono aumentati i reati commessi dai cittadini comunitari ed extracomunitari). Per quanto riguarda invece gli arresti il 48 % sono cittadini italiani, il 47 % extracomunitari e i restanti comunitari.

Anche nel 2015 grande attenzione è stata dedicata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti: sono state due le principali operazioni della squadra mobile che hanno permesso di stroncare ingenti traffici di droga. Nel luglio 2015 quella denominata “Due Leoni” che ha smantellato un sodalizio composto da cittadini italiani e albanesi (con 11 arresti e 11 denunce) ed ha permesso di sequestrare 5 chili di hashish, 250 grammi di cocaina, 586 grammi di eroina e 40 di marijuana.

Ad ottobre invece si è conclusa l’operazione “Il Padrino” che ha portato in manette tre albanesi ed un italiano che si rifornivano di droga a Torino. In questo caso la polizia ha sequestrato quasi un chilo e mezzo di hashish, 7460 grammi di eroina e 253 di cocaina. Analizzando i dati sui sequestri di stupefacente emerge un ritorno impotente al consumo di eroina: nel 2015 i poliziotti ne hanno recuperati 8,5 chili contro i 2,5 del 2014.

L’impegno della polizia è stato imponente anche sul fronte dell’attività di prevenzione: sono aumentati i servizi di controllo per eventi e manifestazioni di vario genere (1112 per una crescita dll’8,7 %); è cresciuto il numero delle persone identificate (15495 per un + 6,9 %) e quello dei controlli negli esercizi pubblici (148 per un + 100%).

Sono diminuiti gli avvisi orali (- 13,11 %), ma sono aumentati i fogli di via (sono stati 123, di cui 71 a cittadini stranieri, per una crescita del 35 %) e anche gli ammonimenti per stalking e violenza domestica (26 per un incremento superiore al cento per cento). La polizia ha anche vigilato maggiormente sulla detenzione di armi in provincia tanto che è aumentato il numero di ritiri amministrativi di armi (258 per una crescita del 58 % rispetto al 2014).

Un altro dato che la dice lunga sulla presenza, nonostante le problematiche di organico e mezzi, della polizia sul territorio è quello sui chilometri percorsi dalle pattuglie: sono stati 419.924.

Ingente anche il numero che certifica l’attività amministrativa portata avanti nel 2015. L’ufficio immigrazione ha registrato un aumento del numero dei richiedenti asilo (536 contro i 357 del 2014), ma anche un aumento delle espulsioni (del 60 %) e della revoca di rinnovo dei permessi.

Numeri che certificano l’impegno costante della polizia per incrementare la sicurezza dei cittadini: “L’invecchiamento del personale e la carenza di turnover sono problematiche che affrontiamo, ma che non ci impediscono di fare prevenzione e controllo” ha precisato il Questore che però, guardando al futuro, spera che possa esserci una maggiore attenzione da parte dei cittadini e delle amministrazioni: “Mancano gli strumenti di difesa passiva che sono essenziali per aiutarci nella nostra attività”.

I sistemi di video sorveglianza sono carenti e dovrebbero essere più moderni: avere la visione notturna, una memoria e funzioni in grado di riconoscere per esempio le targhe. Per esempio per la via Aurelia, che è un’arteria strategica visto che collega la Francia con Roma, bisognerebbe riuscire ad implementare la presenza di telecamere” prosegue il Questore che ci tiene però a precisare che la città non deve diventare un “grande fratello”: “Non si può militarizzare il territorio: non sarebbe civile per i cittadini, ma nemmeno fattibile per ragioni economiche. Però serve un po’ più di controllo perché non può succedere che un ufficio postale venga rapinato e non ci sia un sistema di video sorveglianza”.

Guardando all’anno appena iniziato il Questore ha già fissato la linea guida: “Puntiamo ad un’ottimizzazione delle risorse. Dovremo agire per obiettivi che via via individueremo con il contributo e le segnalazioni della cittadinanza e della società civile”.

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