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Depuratore di Albenga, ironia della minoranza: “Con Cangiano #ViaCheGuevarasurlamerde” foto

Albenga. “Via Che Guevara sur la merde. Ecco la nuova denominazione toponomastica del lungomare di Albenga che, se non lo fermiamo, il sindaco Giorgio Cangiano approverà nei prossimi mesi per lasciare, sotto le torri, l’impronta indelebile della sua amministrazione comunale. Il capannone per la grigliatura e laminazione delle fognature di Albenga c’è anche nel progetto definitivo ed è collocato in quella porzione di territorio ingauno che si affaccia sul mare, in Via che Guevara, visibile lungo il marciapiedi”. Lo dichiarano Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone, consiglieri comunali di Forza Italia Albenga, dopo aver esaminato con l’Arch. Nicola Podio, il progetto “Provincia di Savona – Gara d’appalto n.1854 per la progettazione esecutiva ed esecuzione lavori Lotto I Collettamento all’impianto di depurazione consortile di Borghetto S. Spirito dei reflui dell’agglomerato di Albenga in sponda sinistra del fiume Centa”.

Proseguono i due consiglieri forzisti: “A leggere e a osservare attentamente la progettazione, viene smascherata la favoletta della “serra agricola” in mezzo ad un contesto rurale. Come se si volesse chiamare giaguaro un elefante dipinto a chiazze, questo casermone resta un mastodontico edificio dalle misure gigantesche, largo 14 metri e lungo 38 metri e alto circa 9 metri al colmo, per un totale di circa 5000 metri cubi di volume. Per altro, un depuratore calcolato sulla base del parametro di sviluppo della città riferito al censimento 2001, i cui margini sono già oggi quasi esauriti. Quindi, con grande probabilità, con un impianto già da ampliare a breve, senza il collegamento con la seconda fase della raccolta dei reflui”.

“Caro sindaco Cangiano, spiega alla città perché non intendi ricorrere contro questo “ecomostro” che depenalizzerà il biglietto da visita di Albenga per il turismo di tutto il mondo, e cioè la nostra costa e il nostro lungomare. Spiega perché non intendi stoppare la fase esecutiva a Palazzo Nervi, per chiedere risarcimento danni alla Provincia, se davvero sei certo di non essere stato partecipe della fase di progettazione preliminare, come invece prevedeva il protocollo di intesa. Spiega perché, se non ami Albenga, non difendi la città e non rispetti il nostro territorio, non te ne vai a casa per evitare ulteriori danni alla nostra città”.

“Noi di Forza Italia siamo favorevoli alla depurazione ma con criteri tecnici che non depenalizzino la nostra città e lanciamo un appello accorato alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Liguria nella persona del suo dirigente capo, l’Arch. Luca Rinaldi, perché sia lui a tutelare la nostra costa e dia il parere contrario all’autorizzazione del mostro. Questo capannone, se verrà edificato, sarà la bacheca elettorale del Partito democratico per i prossimi trent’anni” concludono i consiglieri di minoranza.

Commenti

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  1. Scritto da hadrianus

    #architettonicolapodiochi ? CI VOGLIONO DELLE PROPOSTE E NON PETTEGOLEZZI COME SAPETE FARE ABITUALMENTE !