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Crisi a Il Faggio, sì al piano Thornton ma i lavoratori chiedono la testa di Bonjean

Riunione ieri sera di una ottantina di soci-dipendenti della cooperativa savonese in grave crisi finanziaria

Savona. Erano circa una ottantina i dipendenti- soci della cooperativa Il Faggio di Savona che si sono riuniti ieri sera al centro diurno del Santuario, con al centro la grave situazione di crisi finanziaria della cooperativa savonese, alle prese con un buco di bilancio da 4,5 mln di euro.

L’incontro è stato anche propedeutico in vista della prossima assemblea dei soci convocata per l’11 gennaio, durante la quale dovranno essere ratificate le dimissioni di Bonjean e decidere sul piano di ristrutturazione elaborato dalla società Rin Grant Thornton per sanare i debiti e garantire la continuità della cooperativa, che conta in tutto 900 lavoratori.

I dipendenti-soci del Faggio sembrano voler accettare le linee guida del piano, ma chiedono “la testa” dell’ex amministratore delegato del Faggio e figura storica della cooperativa Antonio Bonjean, che si è dimesso dall’incarico dirigenziale ma resta ancora socio e con altre funzioni all’interno della cooperativa.

Al Cda de Il Faggio arriverà una richiesta formale per il licenziamento di Bonjean (con l’esclusione da socio della cooperativa), in caso contrario sarà pronta una mozione ad hoc ed una azione di responsabilità nei confronti dello stesso Consiglio di Amministrazione che non ha provveduto all’allontanamento dell’ex Ad della coperativa.

Nei confronti dell’attuale dirigenza, escluso Bonjean, per ora prevale la linea soft. La “cura dimagrante” per Il Faggio sembra indispensabile considerata la drammatica situazione finanziaria, ma i lavoratori all’inizio sembravano intenzionati a non accettare decurtazioni dello stipendio se non si fosse allontanato tutto l’attuale management; il rischio concreto però, in caso di mancata approvazione del piano Thornton, sarebbe la liquidazione coatta della cooperativa che avrebbe costretto i dipendenti a lavorare gratis (I servizi alla persona che eroga il Faggio vanno garantiti per legge). In considerazione di questo e del fatto che l’attuale Cda va comunque in scadenza ad aprile, i dipendenti-soci della cooperativa hanno deciso di non chiederne le dimissioni, preferendo far partire il piano di ristrutturazione. Nell’assemblea di lunedì inoltre verrà approvata la creazione di un Comitato Soci come organo ufficiale che avrà dei poteri all’interno della “nuova” cooperativa, anche per vigilare e controllare le fasi di attuazione del piano.

E per il 20 gennaio sono attesi i revisori contabili della Legacoop: per quella data o sarà approvato il piano di risanamento oppure la liquidazione non sarebbe una ipotesi così lontana. E proprio da Legacoop i dipendenti soci sperano che possa arrivare un sostegno finanziario per sostenere il piano di ristrutturazione e salvare così la cooperativa savonese i suoi servizi sul territorio.

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